Servizio Civile: i nuovi bandi si aprono anche ai giovani rifugiati

Il 17 ottobre 2017 è stato pubblicato un Avviso di integrazione per la “Presentazione dei progetti di Servizio civile universale per l’anno 2018” (Avviso pubblicato in data 3 agosto 2017) con il quale si apre la possibilità di realizzare i progetti anche con l’impiego di “giovani titolari di protezione internazionale ed umanitaria”. Questo grazie alle risorse del FAMI (Fondo asilo, migrazione e integrazione) assegnate dal dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale da un decreto del Ministero dell’Interno.

Cosa cambia? Gli enti di Servizio Civile (iscritti all’albo nazionale, agli albi regionali e delle Province autonome, all’Albo degli enti del Servizio Civile Universale) nel presentare i propri progetti possono prevedere all’interno di essi una quota aggiuntiva di volontari riservata a titolari di protezione internazionale ed umanitaria.

I posti totali messi a disposizione a livello nazionale sono 3.000. Rientrano in questa categoria i cittadini di Paesi terzi, in possesso di permesso di soggiorno a titolo di protezione internazionale o di protezione umanitaria.

Un’opportunità offerta per garantire a questi giovani percorsi di inserimento nella vita sociale del Paese attraverso attività di impegno civico, ma anche per migliorare il loro livello di occupabilità.
Leggi il testo completo dell’integrazione sul sito del Servizio Civile