Validazione e Certificazione delle Competenze: i progetti realizzati da Ciessevi

Dal 2002 l’Unione Europea sostiene percorsi e progetti di riconoscimento, validazione e certificazione delle competenze utili a fini occupazionali. Ha proposto Europass, ha promosso raccomandazioni per l’istituzione di sistemi di convalida dell’apprendimento non formale e informale. Negli ultimi anni anche l’Italia ha recepito queste raccomandazioni e le ha tradotte in indicazioni ufficiali, inserendole nel quadro normativo.

Ciessevi Milano da anni si occupa del tema della validazione e certificazione delle competenze con attività, iniziative e progetti.

INVEST

Periodo: 2011-13

Progetto europeo di partenariato di apprendimento e di scambio (LLP Grundtvig) che ha visto coinvolti un’Università olandese, una inglese, un Centro di servizio per il volontariato danese e una Fondazione spagnola con l’obiettivo di condividere strumenti e pratiche per identificare e validare competenze acquisite attraverso esperienze di volontariatoConsulta e scarica

EVVIVA

Periodo:  2014

Il progetto prende il testimone di INVEST e dei tool kit prodotti, sviluppando una proposta originale di Ciessevi in collaborazione con Università Cattolica di Milano. Un gruppo di 20 associazioni di volontariato, con loro volontari e coordinatori dei volontari, hanno partecipato a una ricerca-azione sperimentando strumenti differenti per arrivare a identificare e riconoscere le competenze acquisite dall’esperienza di volontariato. Approfondisci

RIVER

Periodo: 2012-2013

CSVNet partecipa a un progetto europeo per la sperimentazione di un software e un modello di certificazione delle competenze denominato LEVEL 5. Ciessevi viene coinvolto per provare il modello con alcuni studenti volontari dell’Università del volontariato e nel gruppo di ricerca.
Gli altri partner sono Berater Die, la Croce Rossa per l’Austria, Bupnet per la Germania, Lunaria per l’Italia, Kamut per la Finlandia, Centro Culturale di Budapest per l’Ungheria e l’Alleanza rete internazionale.
Nello specifico il progetto RIVER era finalizzato a sviluppare una nuova metodologia per fornire un sistema di valutazione per la pianificazione, lo sviluppo, la documentazione e il riconoscimento del processo di apprendimento nell’ambito del volontariato, con particolare riferimento al volontariato senior e ai rapporti intergenerazionali. Sono stati quindi coinvolti 5 volontari di età molto lontane tra loro.

UNIVERSITA’ DEL VOLONTARIATO di Ciessevi

Periodo: 2013-2014

Grazie a un contributo straordinario di Banca del Monte di Lombardia, Ciessevi ha sperimentato la certificazione delle competenze acquisite in ambito non-formale ed informale di 3 volontari che hanno frequentato il Percorso Universitario. L’iniziativa realizzata in collaborazione con Fondazione Politecnico e Regione Lombardia, ha permesso di realizzare un percorso formativo per operatori (aperto anche ai CSV Lombardi), un percorso formativo per la figura di Assessor e la realizzazione degli assesment e certificazione in 9 ambiti di competenze certificabili nell’ambito del Quadro Regionale degli Standard Professionali di Regione Lombardia (QRSP). Scopri l’Università del volontariato

ATTITUDE

Periodo: 2014

Proposta avanzata dalla ATS Fondazione Politecnico, Fondazione Don Gnocchi, AFOL Sud e con la delega di supporto tecnico a Ciessevi, all’Avviso pubblico per l’attuazione di un progetto sperimentale in materia di certificazione delle competenze acquisite in attività di volontariato e loro valorizzazione a fini occupazionali emesso dalla Provincia di Milano- Settore Formazione Professionale. In questo progetto si è messo a sistema la metodologia di certificazione delle competenze per volontari sulla base della fattiva realizzazione della certificazione delle competenze secondo il sistema a dote di Regione Lombardia per 100 volontari, oltre che a strutturare un primo gruppo di 12 Assessor. Il progetto si è concluso con un seminario a Milano presso il Centro Congressi della Provincia di Milano il 12 dicembre 2014 a cui sono stati invitati i CSV Lombardi. Approfondisci

Vdossier

Periodo: 2014

Rivista monografica quadrimestrale di Ciessevi edita in collaborazione con altri 4 CSV (Marche, Messina, Rovigo e Bologna) ha dedicato il numero 3 al tema “Quando il volontariato entra nel curriculum. Abilità e capacità convalidate sono utili per studio e carriera” che ha contribuito a sedimentare le prime riflessioni culturali, a mappare e esplicitare alcune esperienze di buone prassi sulla validazione e certificazione delle competenze in ambito di volontariato. Nel numero vengono affrontate le strategie dell’Europa per riconoscere i “saperi” non formali e informali, il ruolo del Terzo settore protagonista per far decollare le validazioni, le funzioni delle associazioni, delle comunità locali e dei Csv, le iniziative della Regione Lombardia e della Regione Emilia Romagna. Scopri VDossier

OPEN BADGES progetto Expo

Periodo: 2015

Ciessevi è stato coinvolto dal Consorzio interuniversitario Cineca (LINK alla pagina) nella fase di sperimentazione italiana dello strumento Open Badge per la validazione delle competenze acquisite. Ciessevi ha predisposto e rilasciato, in collaborazione con Cineca, circa 6.000 Open Badges ai volontari che hanno partecipato ai programmi di volontariato di Expo Milano 2015 e in particolare:

OPEN BADGES progetto Bbetween Voluntary Work

Periodo:

La certificazione delle competenze passa anche dal volontariato. Gli studenti dell’Università Bicocca, grazie alla partecipazione al percorso Bbetween Voluntary Work, a cui ha collaborato Ciessevi, hanno potuto certificare le competenze acquisite nel volontariato in uno degli Open Badge Bicocca.

Quadro normativo

Dal 2002 l’Unione Europea sostiene percorsi e progetti di riconoscimento, validazione e certificazione delle competenze utili a fini occupazionali. Ha proposto Europass, ha promosso raccomandazioni per l’istituzione di sistemi di convalida dell’apprendimento non formale e informale. Negli ultimi anni anche l’Italia ha recepito queste raccomandazioni e le ha tradotte in indicazioni ufficiali, inserendole nel quadro normativo.

Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato nel 2006 la Raccomandazione sulle Competenze Chiave per l’apprendimento permanente, Recommendation on Key Competences for Lifelong Learning

La Commissione ha aggiornato nel 2016 questa Raccomandazione, che si é sostanziata nel documento di revisione Review of the 2006 Recommendation on Key Competences for Lifelong Learning che ha l’obiettivo di offrire un ulteriore supporto allo sviluppo delle competenze chiave in tutta Europa.

A seguito di questo processo di aggiornamento, il 17 gennaio 2018 la Commissione ha adottato la proposta di una nuova Raccomandazione sulle Competenze Chiave per l’apprendimento permanente:

All’art. 4 – Ulteriori disposizioni in materia di mercato del lavoro, (comma 51-68) lo Stato Italiano, recependo le direttive dell’Unione europea sull’apprendimento permanente di capacità e competenze perseguito da ogni persona in modo formale, non formale e informale, nelle varie fasi della vita, ha evidenziato come per apprendimento non formale si intende quello caratterizzato da una scelta intenzionale della persona in ogni organismo che persegua scopi educativi e formativi, anche del volontariato, del servizio civile nazionale e del privato sociale e nelle imprese.

Con una successiva intesa è prevista la definizione degli indirizzi per l’individuazione di criteri generali e priorità per la promozione e il sostegno alla realizzazione di reti territoriali che comprendono l’insieme dei servizi di istruzione, formazione e lavoro collegati organicamente alle strategie per la crescita economica, l’accesso al lavoro dei giovani, la riforma del welfare, l’invecchiamento attivo, l’esercizio della cittadinanza attiva, anche da parte degli immigrati.

In tali contesti, sono considerate prioritarie le azioni riguardanti il sostegno alla costruzione dei percorsi di apprendimento formale, non formale e informale, il riconoscimento di crediti formativi e la certificazione degli apprendimenti comunque acquisiti, la fruizione di servizi di orientamento lungo tutto il corso della vita.

A seguito di alcuni stringenti criteri, si demanda quindi l’applicazione ad un successivo decreto legislativo attuativo.

Definisce le norme generali e i livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali ed informali e gli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze.

Mentre rimane a carico del Ministero dell’Istruzione la validazione e certificazione di competenze da sistema scolastico e universitario e a carico delle Regioni lo stesso processo per qualifiche relative alla formazione professionale si apre il capitolo validazione e certificazione competenze non formali ed informali.

Il Decreto parla di enti titolati come soggetti pubblici o privati autorizzati o accreditati dall’ente pubblico a erogare servizi d’individuazione, validazione, e certificazione.

In questa traccia rientra l’esempio di Regione Lombardia che ha indicato negli enti accreditati al lavoro i gestori della certificazione delle competenze non formali ed informali.

Sotto la spinta del Decreto sopra descritto e l’avvio della Programmazione del Fondo Sociale Europeo 2014-2020 che sollecita fortemente la definizione di Sistemi nazionali di certificazione delle competenze in grado poi di dialogare tra loro e di facilitare la mobilità e occupabilità delle persone anche l’Italia ha dato una stretta alle tempistiche per realizzare un quadro nazionale dalle qualifiche regionali.

Tolti tutti i temi non direttamente collegati allo specifico interesse sulle competenze informali traiamo dal documento che sigla l’intesa alcuni punti essenziali:

  • Criteri per la correlazione tra qualificazioni regionali e sistema nazionale
  • Riferimenti di standard minimi di processo
  • Prime indicazioni di documenti e procedure per attestazione e certificazione delle competenze.

Queste prime indicazioni nominano strumenti di rielaborazione e identificazione delle esperienze.

Si nominano ancora in accordo con decreto del gennaio 2013 gli enti titolati a realizzare processi di:

  • Individuazione e validazione
  • Certificazione

secondo requisiti di qualificazione del personale deputato, e procedure di trasparenza descritte in modo molto sintetico.