Dieci riflessioni su temi sociali da un’esperienza di Servizio Civile al CSV
La nostra operatrice di Servizio Civile Universale Katerina, al termine della propria esperienza, ci offre alcuni spunti di riflessione sui temi toccati nelle “Lettere all’Europa” elaborate da giovani volontari nell’evento nazionale “Io dono così” del 2022 a Bergamo.
Cittadinanza – Al CSV ho toccato con mano cosa significa cittadinanza attiva. Non è solo votare, ma spendere ore per le associazioni del territorio che tengono in piedi servizi che lo Stato da solo non regge. Ho imparato a rispondere al telefono a volontari spaesati ed a far sentire ogni persona parte di una rete. Conoscere l’organizzazione di volontariato “Linea d’ombra” di Trieste mi ha mostrato la cittadinanza che si fa, non che si dichiara.
Scelta – Il Servizio Civile è già una scelta controcorrente, ma al CSV ho visto scelte ogni giorno. Al CSV la scelta l’ho vista nei bivi quotidiani dei volontari. Scegliere se chiudere un’associazione storica perché mancano giovani, o resistere e reinventarsi. Scelta al CSV ha significato anche imparare a dire “a cosa do priorità” nelle attività. Infine, al CSV “scelta” è stata la parola che ho sentito più spesso nelle riunioni di equipe. Scegliere quali associazioni accompagnare per prime quando le risorse sono poche e i bisogni infiniti.
Dono – Il dono al CSV ha due facce. C’è quello dei volontari: tempo, competenze, energia regalata senza chiedere nulla. E c’è il dono del CSV stesso: formazione gratuita, accompagnamento, spazi. Il dono più grande per me è stato ricevere fiducia: ti donano responsabilità e tu cresci. In un anno ho capito che il dono genera altro dono.
Territorio – Il territorio non è una mappa Google, sono facce. Al CSV il territorio sono le associazioni della provincia, ognuna con la sua frazione, il suo bisogno. È capire che “vicino” non vuol dire distanza, ma fiducia: alcune associazioni a due passi da noi non ci chiamano da anni. Al CSV il territorio non lo attraversi, lo cuci. Ogni filo è una telefonata, un progetto scritto insieme, un caffè.
Cultura – Cultura al CSV vuol dire cultura del volontariato. La cultura è anche burocratica: insegnare a una storica associazione cosa è il Codice del Terzo Settore senza mortificarla. Ho capito che trasmettere cultura significa tradurre, non imporre. E che la cultura del “fare insieme” è la più difficile da insegnare.
Pace e Saggezza – Pace l’ho vista nelle mediazioni. Due referenti di associazioni di un progetto che litigavano per il modo in cui sono stati fissati alcuni incontri nelle scuole. Al CSV abbiamo fatto da tavolo neutro: ascoltare, far sfogare, trovare una terza via. Saggezza è stata capire che non sempre serve “vincere”. Pace è costruire, non avere ragione.
Giustizia – Giustizia al CSV ha preso la forma del laboratorio Nexus, dove la giustizia riparativa non è teoria. Al CSV la giustizia riparativa con Nexus passa da “devo scontare” a “sto servendo a qualcosa”. Il passo è enorme poiché la giustizia inizia quando smetti di parlare di loro (colpevoli di reati) e inizi a parlare con loro, costruendo pezzi di comunità che erano crollati.
Parità – Al CSV la parità passa anche dall’accessibilità, e l’ho capito con le proposte di un architetto con disabilità. Non esiste parità di partecipazione se per alcuni il primo ostacolo è entrare dalla porta. Al CSV parità vuol dire progettare dall’inizio pensando a chi di solito resta fuori. Al CSV parità vuol dire togliere ostacoli che non vedi finché qualcuno non te li indica.
Salute – Il CSV non è un ospedale, ma la salute passa anche da qui. L’ho vista nelle realtà che portano la spesa a un anziano solo, perché la solitudine fa ammalare quanto il colesterolo. “Prendersi cura” a volte è anche solo tenere la mano o tener compagnia durante un viaggio. Al CSV la salute è comunitaria: se il volontario sta bene, tutta l’associazione respira meglio. Ho capito che “curare” significa anche creare comunità che non lascia solo chi soffre. La salute del territorio dipende da queste reti invisibili.
Ambiente – Ambiente lo si può intendere anche come spazio che ospita eventi. Associazioni che scelgono un parco invece della solita sala conferenze per un’iniziativa , e d’un tratto i passanti si fermano ad ascoltare. Ambiente è stato mettere il tavolo dei relatori al centro del gruppo in una formazione: cambia la distanza, cambia l’ascolto. Al CSV lo spazio che scegli è già un messaggio su chi vuoi far sentire a casa.

