Reciprocità è dare dignità e spazio alle persone.
A Suzzara, comune del hinterland mantovano, nel 2016 nasce il Progetto di Gerico che ancora oggi mette al centro la persona, ciò di cui ha bisogno e ciò che può dare.
La Rete dei CSV crede nella generazione di un benessere collettivo che scardini le gerarchie: tra chi aiuta e chi è aiutato, tra chi può e chi non può, tra chi ha bisogno e chi risponde al bisogno. Le relazioni positive fra le persone costruiscono comunità solidali. Francesca dell’Associazione San Lorenzo ONLUS, ci racconta che la Rosa di Gerico aderisce in toto a questa descrizione di RECIPROCITÀ e ci racconta la loro storia.
“Davamo le borsine, un po’ come tanti centri fanno, e ci si trovava con delle file immense fuori dalla porta, con il caldo con il freddo con la pioggia, con il sole, tutto l’anno. Si è visto che per le persone che venivano e facevano la fila per poi andar via con questa borsina la situazione stava iniziando a diventare pesante, sia per l’attesa che per il fatto che tutte le persone che passavano (noi siamo in centro paese) vedevano chi era lì ad aspettare il suo turno. Dall’altro canto vedevamo che tanti prodotti che offrivamo a loro non interessavano; così abbiamo iniziato a chiederci Cosa sta succedendo? C’è qualcosa che non sta funzionando, noi stiamo aiutando ma magari non è quello di cui necessitano – quindi ci siamo detti perché non proviamo a ridare DIGNITA’ a queste persone. Cosi parte l’idea di utilizzare gli immobili appena messi a disposizioni dalla parrocchia per la creazione dell’Emporio “Lo Snodo”, una sorta di supermercato dove acquistare con punti e dare alle persone la possibilità di scegliere da sole cosa e quando comprare e non per forza essere visti per quelli che prendevano la borsina quel giorno del mese.”
Francesca ci spiega che subito dopo l’interrogativo che non li mollava era “ma perché dobbiamo vedere le persone come utenti di un esclusivo assistenzialismo? Sono persone come noi; noi nella nostra vita reale diamo e chiediamo, perché loro devono chiedere e basta?! anche loro possono dare.” E quindi ci hanno provato, hanno iniziato a chiedere ad una persona “Ti andrebbe di aiutarci dando una mano all’Emporio? Risposta: Si si vengo. Posso portare un’amica? Certo assolutamente!”
Il passo successivo è stata l’apertura dell’Orto Solidale “Il Germoglio” – uno spazio concesso all’associazione insieme ad altre realtà locali dal Comune di Suzzara – anche quello era uno spazio per tutti, dove chi voleva poteva prestare il proprio tempo in volontariato nella coltivazione di ortaggi e alberi da frutto, i cui prodotti venivano donati all’emporio. Tempo totalmente speso per gli altri.
“Devo dire che anche in questo caso, quando arrivavano delle persone che chiedevano di frequentare l’Emporio, chiedevamo subito se avessero tempo da dedicare al servizio in Emporio, o all’orto o al centro di ascolto. Ed effettivamente ci sono stati. Chi più e chi meno. Quello che posso dire è che vederli adoperare li ha messi al pari nostro, quindi ora non è più un solo venire a chiederti aiuto e misurarsi quindi su ciò che significa per la persona entrare nell’ufficio, raccontarti la sua storia, dirti che è povero, chiederti l’aiuto ma mettersi alla pari perché anche noi ti stiamo chiedendo un aiuto e quando vieni a darci una mano, vedi cosa facciamo e ti accorgi che siamo tutti alla pari. Per loro vedere che possono darti qualcosa di loro e non solo chiedere e basta li rende attivi e protagonisti del loro futuro e di quello della loro comunità.”
I volontari “utenti” svolgono la loro attività accanto ai volontari che scelgono di fare volontariato per altri motivi, creando una rete, facendo cose insieme e guardandosi reciprocamente in un altro modo – questo arricchisce il fare volontario ma soprattutto la crescita personale di ciascun individuo.
CSV promuove i valori della reciprocità all’interno dei progetti in cui è partner come modalità di attivazione, presenza e cura della comunità

