“Il diario di Anne Frank” l’8 febbraio 2026 a Rivarolo del Re
La Compagnia dei Casalmattori di Casalmaggiore, in occasione del Giorno della Memoria, ripropone, ormai da 10 anni, la sua personale messa in scena del “Diario di Anne Frank”. Pensata per le scuole, questa lettura animata del “Diario” ripercorre la vita della giovane ebrea olandese, nata a Francoforte e fuggita dalla Germania insieme alla famiglia nel 1933, durante i due anni tra il 1942 e il 1944 in cui fu costretta a vivere nascosta per sfuggire alla persecuzione dei nazisti e alla deportazione.
L’azione scenica inizia dopo che, in seguito ad una “soffiata”, Anne e i suoi vengono traditi, scoperti e quindi arrestati dalla Gestapo, il 4 agosto 1944. Nell’Alloggio Segreto perquisito dalla Gestapo, ormai svuotato dalla presenza dei Frank, entra Miep Gies, segretaria di Otto Frank e amica di famiglia, che aveva aiutato i clandestini a nascondersi; Miep trova il Diario e inizia a leggerlo. Nella realtà, dopo averlo preso, la giovane donna lo portò fuori dall’Alloggio Segreto, non senza correre un grave rischio e lo tenne chiuso in un cassetto senza leggerlo, con l’intento di restituirlo alla legittima proprietaria.
Quello a cui si assiste in scena, dunque, è un espediente teatrale che ci permette di operare una sorta di trasposizione: alla voce narrante di Miep si sovrappone quella di Anne, come se a dar vita a quella narrazione retrospettiva fosse la sua voce di fanciulla e non quella più matura dell’amica olandese.
Oggetto di questa narrazione sono le pagine più significative del Diario, che partono dal giorno in cui il piccolo quaderno dalla copertina a scacchi le venne regalato e proseguono poi attraverso il racconto dell’invasione tedesca dell’Olanda, l’estensione delle leggi razziali, la decisione di nascondersi, la cronaca quotidiana di piccoli ma significativi avvenimenti che si svolgono all’interno dell’Alloggio Segreto all’insegna della noia, della fame, della paura, ma anche della speranza, e che si fanno gesto teatrale, rappresentazione viva di quei giorni, di quei due anni di vita rubati ai nazisti, fino alla loro tragica conclusione.
Il semplice allestimento scenico, con il pubblico a stretto contatto, fa sì che lo spettatore sia proiettato in una dimensione quasi claustrofobica dello spazio, per rendere le stesse sensazioni di restrizione e privazione della libertà in cui Anna e gli altri erano stati costretti a vivere ed è stato pensato per una rappresentazione che si adattasse agli spazi degli ambienti scolastici, come aule magne o saloni.
L’intento che lo spettacolo si propone è quello di offrire ai ragazzi uno strumento di riflessione alternativo sulla vicenda storica dell’Olocausto e sui temi universali e sempre attuali della discriminazione e della violazione dei diritti umani ad opera del potere, quando diventa dispotismo e cieca adesione all’ideologia, attraverso ciò che il teatro da sempre sa produrre, quel principio di immedesimazione che induce lo spettatore a mettersi nei panni dei personaggi e a viverne le emozioni.
Lo spettacolo è una produzione originale della Compagnia dei Casalmattori ed è già stato rappresentato presso la Biblioteca Mortara di Casalmaggiore, presso la Sala Consiliare di Piadena, in diverse scuole del territorio, ovvero per le classi quinte delle scuole primarie di Casalmaggiore, Vicobellignano e Vicomoscano, per le secondarie inferiori di Dosolo, Casalmaggiore, Gussola e San Giovanni in Croce, (quest’ultima rappresentazione presso il teatro Cecilia Gallarani), per l’Istituto professionale Santa Chiara e per gli Istituti superiori Romani di Casalmaggiore e E. Sanfelice di Viadana.
L’ingresso all’evento sarà libero e gratuito.


