Il grande Arazzo per la Pace si crea anche a Pavia
La rete nazionale 10 100 1000 piazze di donne per la Pace organizza per sabato 28 marzo una manifestazione in contemporanea in tante città d’Italia e invita le donne a tessere, cucire, ricamare in piazza un ARAZZO o una rete o un tappeto o una grande bandiera per testimoniare la volontà di pace e l’opposizione ad un sistema di potere, di cui sono artefici anche donne di governo, che vuole convincerci della necessità della guerra.
Grazie al gruppo Donne pavesi per la Pace e i diritti dei popoli, anche Pavia aderisce al progetto nazionale. In diversi quartieri sono già partiti laboratori per cucire le tessere il 21 e 22 febbraio dalle 15 alle 19, presso lo Urban center in piazza della Vittoria a Pavia, sarà organizzato un laboratorio aperto a chiunque voglia aderire per imparare le tecniche di tesssitura e aderire al percorso.
E’ possibile portare i propri gomitoli di lana o utilizzare quelli che saranno distribuiti durante i laboratori.
Per partecipare: donnepavesiperlapace@libero.it
Sabato 28 marzo alle 15,00 presso la Cupola Arnaboldi verranno cucite insieme tutte le tessere durante un evento pubblico inserito nella programmazione del Festival dei Diritti promosso da CSV Lombardia Sud ETS e che si svolge dal 19 al 29 marzo.
L’APPELLO DELLE DONNE ITALIANE PER LA PACE
La guerra non è inevitabile, è una scelta politica che riduce la nostra umanità. Alla fine degli anni ‘40 le donne dell’UDI (Unione donne in Italia), nelle città e nelle campagne, raccolsero 3 milioni di firme che consegnarono all’ONU e cucirono a mano drappi di arcobaleno, le bandiere della pace, utilizzando il materiale che trovavano, contro la bomba atomica e il riarmo. Vivo era il ricordo delle tragedie provocate dalla seconda guerra mondiale.
Oggi siamo sconvolte per quello che non avremmo immaginato potesse nuovamente accadere. Abbiamo paura che la guerra possa estendersi, anche per un errore diventare nucleare e causare la fine della vita sulla terra. Siamo addolorate per la sofferenza delle popolazioni civili, per la strage di bambine e di bambini, di donne e uomini inermi, per i giovani mandati a morire per la sete di dominio dei potenti e per fare arricchire costruttori e trafficanti di armi.
Siamo profondamente preoccupate per il presente che stiamo attraversando e per il futuro che stiamo consegnando o peggio non consegneremo a figli e nipoti.
Tessere, cucire, rammendare, ricamare sono attività che richiedono pazienza e competenza, utili per la bellezza e per la vita, il contrario di demolire, strappare, distruggere. Fanno parte dell’esperienza storica femminile di attenzione e cura delle relazioni umane, esperienza di cui siamo orgogliose e che dobbiamo far valere contro la logica della forza e del dominio che rischia di annientarci.
Conosciamo meglio degli uomini il valore della vita perché noi donne possiamo darla non senza difficoltà, rinunce e, a volte, sofferenze e la curiamo giorno dopo giorno.
Dobbiamo far valere la nostra differenza! È arrivato il momento di dire con fermezza Basta! Basta al delirio distruttivo del sistema di potere maschile che fa della menzogna e dell’uso della violenza una pratica quotidiana e che si manifesta con sempre maggiore arroganza e ferocia.
Sentiamo la responsabilità, il dovere di agire, qui e ora, prima che sia troppo tardi in tutti i modi possibili, inventandone anche dei nuovi. Siamo convinte che se saremo tante saranno costretti ad ascoltarci.
Per questo vi chiediamo di unirvi a noi SABATO 28 MARZO.
È l’inizio di un percorso che continuerà con altre iniziative fino ad arrivare ad una manifestazione nazionale.
