Adolescenti in campo! Corpo, vergogna, prestazione e bisogno di relazione

Adolescenti in campo! Corpo, vergogna, prestazione e bisogno di relazione: il valore della comunità educante nella crescita degli adolescenti
Si è conclusa la formazione “Adolescenti in campo! Corpo, vergogna, prestazione e bisogno di relazione”, promossa all’interno del progetto “Happy.diventare capaci”, a cura di Minotauro e CSV Monza Lecco Sondrio.
La formazione si è tenuta online nella giornata di giovedì 11 giugno 2026 ed ha coinvolto una ventina di operatori, volontari, allenatori e figure di riferimento per i giovani. Il relatore, dottor Leopoldo Romanelli, psicologo e psicoterapeuta di Minotauro, ha messo in luce come in un tempo in cui molti adolescenti sembrano vivere con fatica il confronto con se stessi e con gli altri, il ruolo della comunità educante appare sempre più centrale.
Famiglia, scuola, sport, volontariato e territorio sono chiamati a condividere una responsabilità educativa.
Durante l’incontro è emersa una riflessione importante: oggi molti ragazzi vivono una forte paura di sbagliare. Il dottor Romanelli ha sottolineato: “l’errore oggi non viene più percepito come una tappa naturale della crescita, ma come una prova della propria inadeguatezza. Per questo motivo, spesso, molti adolescenti preferiscono rinunciare piuttosto che rischiare di fallire”.
ADOLESCENTI IN CERCA DI ASCOLTO
Un altro tema centrale è stato il bisogno di relazioni autentiche: gli adolescenti cercano interlocutori credibili, capaci di ascoltare senza giudicare e senza offrire immediatamente soluzioni. “In questo senso – ha aggiunto Romanelli – anche l’utilizzo dei social o delle nuove tecnologie può essere letto come il tentativo di trovare spazi in cui raccontarsi e dare un nome alle proprie emozioni”. La vera sfida per gli adulti è quindi costruire relazioni nelle quali i ragazzi si sentano accolti e compresi.
IL RUOLO DI EDUCATORI, FORMATORI ED ALLENATORI
È emerso il valore di tutte quelle figure che, accanto alle famiglie, accompagnano quotidianamente la crescita dei ragazzi. Educatori, insegnanti, formatori, volontari e allenatori rappresentano punti di riferimento fondamentali, capaci di offrire esperienze significative e occasioni di confronto. Particolarmente importante è il ruolo degli allenatori e dei contesti sportivi, luoghi nei quali gli adolescenti possono sperimentare la collaborazione, il senso di appartenenza, la gestione dell’errore e la fiducia nelle proprie capacità. Quando l’attenzione resta concentrata sul percorso e non esclusivamente sul risultato, lo sport diventa una straordinaria palestra di vita.
CREARE SPAZI DI CRESCITA
Romanelli ha posto l’attenzione sull’importanza di offrire ai ragazzi occasioni concrete per mettersi alla prova: “Crescere significa poter sperimentare, sbagliare, riprovare e sentirsi sostenuti anche quando non tutto riesce come previsto. Per questo assumono un valore speciale le esperienze di gruppo, il volontariato, l’oratorio, lo sport e tutte quelle realtà che permettono ai giovani di vivere relazioni positive e significative”.
Gli adolescenti dispongono di pochissimi spazi spontanei, non presidiati e non a pagamento. Le piazze, i cortili, i campetti, le panchine sono sempre più controllati, impoveriti o guardati con sospetto. L’adulto contemporaneo vive immerso in una logica securitaria che tende a leggere i ragazzi come potenziali problemi prima ancora che come presenza viva della comunità, lamentandosi, al contempo, del loro cercare e abitare spazi di ricerca di sé e di autonomia nei contesti online.
UNA RESPONSABILITÀ CONDIVISA
L’incontro si è concluso con una riflessione sul tema del tempo ed un invito a rafforzare le alleanze educative: “In una società in cui gli adulti sono spesso affaticati e sovraccarichi e per questo possono fare fatica a mettersi in ascolto, diventa ancora più importante costruire reti di collaborazione e sostegno reciproco. Non tutto può gravare sul singolo adulto. Servono comunità, tavolate, parenti, colleghi, spazi informali, figure intermedie”.
La crescita degli adolescenti passa infatti attraverso la presenza di adulti autentici, capaci di ascoltare, accompagnare e dare fiducia. Restituire ai ragazzi spazi, tempo e relazioni significative significa offrire loro la possibilità di crescere non nella paura di sbagliare, ma nella consapevolezza che ogni esperienza può diventare un’occasione di apprendimento e di sviluppo.
IL PROGETTO
Happy. diventare capaci è un progetto che nasce dalla volontà della Fondazione Guido Venosta di promuovere un’iniziativa dedicata al benessere degli adolescenti e della comunità educante. Il progetto coinvolge alcune realtà ed enti del territorio, come la Cooperativa Minotauro, capofila del progetto, CSV Monza-Lecco-Sondrio, Spazio Aperto Servizi e Le Comunità della Salute.
Per maggiori informazioni sul progetto, scrivere a: officine@minotauro.it.
BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO
- M. Lancini, 2025. “Chiamami adulto. Come stare in relazione con gli adolescenti”. Raffaello Cortina Editore
- M. Lancini, 2023. “Sii te stesso a modo mio. Essere adolescenti nell’epoca della fragilità adulta”. Raffaello Cortina Editore.
- G.Pietropolli Charmet, 2024. “Adolescenti misteriosi”. Mimesis Edizione.
- L. Cirillo, 2024. “Soffrire di adolescenza. Il dolore muto di una generazione”. Raffaello Cortina Editore
“Happy. diventare capaci” è un progetto promosso da Minotauro, Spazio Aperto Servizi, Csv Monza Lecco Sondrio e Le Comunità della Salute, con il sostegno della Fondazione Guido Venosta.

