Tellus. Terra in sussulto
Tellus. Terra in sussulto
Per una coreografia della tragedia contemporanea
a cura di Laboratorio degli Archetipi in collaborazione con Associazione Comunità Il Gabbiano OdV – Comunità di Pieve Fissiraga (LO)
Nell’ambito del festival Lodi di Pace
Domenica 19 aprile 2026, ore 18:00 presso Cortile del Liceo Verri via San Francesco a Lodi
Un nuovo imponente uragano si sta rovesciando sull’intero Medio Oriente. La tragedia di Gaza abbraccia ormai il Libano, la Cisgiordania, dilaga sui paesi arabi, investe l’Iran. L’isola di Lampedusa continua ad essere raggiunta da migliaia di persone imbarcate su mezzi di fortuna. Milioni di inermi e profughi si muovono senza meta sotto cieli sconvolti dall’irruzione di armamenti guidati dalla scelleratezza di Nazioni tracotanti, prime tra tutte Israele e StatiUniti.
Il teatro, che sin dal suo sorgere in Grecia, ha sempre tenuto d’occhio le vicende della storia, oggi non può fare a meno di raccontare, di farsi interprete del conflitto che, anche a causa dei conflitti tra le nazioni, si è insinuato profondamente nelle relazioni tra Natura ed Umanità.
Di questo spaccato di contemporaneità racconta l’evento teatrale con il linguaggio di una poetica che in parte si ispira agli stilemi della Poesia classica e dall’altra prende spunto dalla poetica leopardiana. Il dialogo concepito dal Leopardi tra la Natura ed un Islandese assume la forma del dialogo tra la Terra ed un Migrante.
Pochi gli oggetti di scena, come poche sono le cose con cui i migranti si imbarcano. Il corpo è il loro più grande tesoro, custode di lingua e di memorie.
Nel cortile di un nobile palazzo al centro della città di Lodi, le protagoniste e i protagonisti dell’azione scenica forniti di un solo bastone, ripercorrono le stazioni di quella universale forma di Via Crucis che attraversa la storia del presente.
Lungo le stazioni di questa rotta dolente, disegnata dalle azioni create da Andrea Butera, il racconto oltrepassa la cronaca contestualizzandola in un’ambientazione epica, che rimanda a pagine di letteratura antica, che poste in relazione alla storia attuale, risultano sorprendentemente contemporanee.
In filigrana riaffiorano dalle stesse acque del Mediterraneo, con le voci di Esiodo, Omero, dell’inno a Demetra, di Apollonio Rodio, Ovidio e Virgilio, episodi dell’Odissea, delle Argonautiche, dell’Eneide.
Nella vicenda eroica di ogni migrante, che parte, costretto a lasciare la propria terra, portandosene a volte un frammento stretto al petto, riluce un po’ del volto di un Ulisse naufrago o di un Enea sbarcato sul litorale latino. Della salvezza avvenuta per l’uno e per l’altro ricorda la testimonianza teatrale sottolineando il potere di una Terra o di una Comunità accogliente. Tellus era la più antica divinità della Terra celebrata fin dalla fondazione di Roma, garante della Pace tra gli dei e tra gli dei e gli uomini, custode degli avi, protettrice dei nuovi nati, della fecondità dei campi e della vita nuziale. A Lei è dedicata in età augustea un bassorilievo su uno dei lati dell’Ara Pacis. Sacra era la Terra per le antiche genti come sacra era l’ospitalità nei confronti dello Straniero.
In scena con: Serena Cazzola, attrice e interprete di Tellus, la terra Madre, gli ospiti della Comunità Il Gabbiano, Luciano Casu, Marco Cuccurese, Davide Maiandi, Roberto Odelli, Massimiliano Piroli, Andrea Radice, Yasser Soliman, Nicola Tatone e Alessandro Arisio della Comunità Gandina di Pieve Porto Morone – Famiglia Nuova, le educatrici, Samantha Chiesa, Alice Susani, Giulia Passoni, Tatiana Negri. Partecipano inoltre Alec Anelli, Sara Menardo, Sara Odelli.
Ideazione: Giacomo Camuri
Testo: di Giacomo Camuri e revisionato con Serena Cazzola.
Coreografie e scelte musicali: Andrea Butera
Laboratori: Andrea Butera e Serena Cazzola
Voci recitanti: Sara Zoia, La Terra, e Luca D’Addino, Il Migrante
Collaborazione organizzativa: Maddalena Astorri
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