Incontro con il Parents Circle Families Forum: interrompere il ciclo di una violenza infinita
Solitamente un’amicizia nasce da un’affinità, da qualcosa che accomuna, persino nel caso di Elana Kaminka e Layla AlSheikh che hanno raccontato la storia straordinaria del loro rapporto durante la serata del 21 gennaio ad Erba, presso l’oratorio Maria immacolata. L’esperienza è stata offerta da attiviste del Parents Circle Families Forum, un’associazione no-profit isreaelo-palestinese composta da persone che hanno subito perdite a causa del conflitto e che punta ad una riconciliazione tra i due popoli.
L’incontro è cominciato, dopo una breve presentazione introduttiva, con la narrazione degli eventi che hanno portato il lutto alle due donne, entrambe madri private dei rispettivi figli. Layla, palestinese di Betlemme, racconta di come suo figlio ancora piccolo si sia ammalato gravemente dopo l’inalazione di fumogeni utilizzati dall’esercito israeliano durante un operazione militare nel 2002; a causa delle restrizioni sulla circolazione dei civili non riuscirono a raggiungere in tempo l’ospedale e il bambino morì. Più recente invece il caso di Elana, israeliana di origini californiane; durante l’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 ha perso suo figlio, ufficiale istruttore dell’IDF colpito da un lanciarazzi mentre cercava di proteggere dei civili. Queste storie sono inevitabilmente cariche di tensione emotiva ancora oggi, viene raccontato però come il dolore, la rabbia e il desiderio di vendetta iniziali si siano trasformati in voglia di reagire diversamente al lutto subito.
Layla viene a sapere nel 2016 del Parents Circle, dopo aver superato i pregiudizi accetta di andare a parlare con degli israeliani ad un incontro dell’associazione e si ritrova inaspettatamente a condividere con loro una sofferenza che prima considerava esclusivamente sua. Elana invece, dopo essere arrivata a mettere in dubbio le sue stesse scelte da genitore riesce a capire come la miglior azione da intraprendere sia la scelta di una reazione costruttiva alla sua perdita attraverso qualcosa che potesse fermare i drammi del conflitto; racconta di come ha trovato il coraggio di andare a fare le condoglianze a Jakub Arabi, uomo palestinese la cui moglie è stata uccisa da un sasso scagliato contro la loro macchina da un estremista israeliano: arrivata a casa di Jakub vi ha trovato comprensione e gratitudine, un esempio da cui prendere ispirazione.
Il Parents Circle Families Forum organizza quindi momenti di scambio tra le due popolazioni, tra visite di musei sull’olocausto e di villaggi palestinesi distrutti dai bombardamenti si combattono le bugie disseminate dalla propaganda, si supera la sfiducia reciproca ormai radicata in generazioni cresciute nel conflitto; l’associazione opera in tutto il mondo per poter trasmettere il suo messaggio e le sue testimonianze, validi per ogni realtà. Si è parlato poi di come questo approccio costruttivo possa essere la soluzione per interrompere definitivamente i cicli di violenza infinita e i comportamenti sbagliati di governi che troppo spesso condizionano le comunità delle popolazioni in guerra, quasi come se anche queste facessero parte degli eserciti.
La folla erbese, piuttosto folta, ha ascoltato con attenzione le parole delle due donne, intervistate dalla giornalista Chiara Zappa con la mediazione di un’interprete dall’inglese, attraverso una video-chiamata proiettata su un telo posto sul palco in fondo alla sala; avrebbero dovuto parlare “in presenza” ma per via del recente clima geopolitico non hanno potuto ottenere i permessi necessari a partire per l’Italia. Nonostante ciò sono riuscite a trasmettere grande emozione anche attraverso lo schermo, gli applausi alla fine di ogni intervento ne sono stati la prova.
Si ringrazia per l’esperienza il Coordinamento Comasco per la Pace, i Tessitori di Pace di Erba e il Parents Circle Families Forum (per chi volesse sostenerne la causa : www.theparentscircle.org).
Janus Margarita
