Devoluzione del patrimonio negli Ets: pubblicate le linee guida
A garanzia dell’assenza di fini di lucro e della tutela dell’interesse pubblico nel Terzo settore, il decreto legislativo 117/2017 (art.9) prevede l’obbligo giuridico di devoluzione del patrimonio residuo in caso di estinzione o scioglimento a favore di altri enti del Terzo settore. Nei casi di cancellazione di un ente dal registro unico nazionale del Terzo settore (Runts), sia volontariamente che a seguito di un provvedimento di cancellazione dal registro, che continui tuttavia ad operare come ente di diritto civile, è previsto l’obbligo di devoluzione del patrimonio incrementale (art. 50 comma 2 del Cts).
Per disciplinare in modo preciso e fugare dubbi procedurali su questa specifica previsione, è stata pubblicata sul sito del Ministero del Lavoro la nota n. 9981 del 22 giugno 2026 a firma del Capo Dipartimento per le Politiche sociali, su “Articolo 50, comma 2, del Codice del Terzo settore. Linee Guida sulla devoluzione del patrimonio incrementale degli Enti del Terzo Settore”.
Si tratta di una guida applicativa e concreta utile agli uffici Runts e a tutti gli attori coinvolti in questo processo, per uniformare l’applicazione della normativa su tutto il territorio nazionale.
Il documento è frutto dell’impegno di un gruppo di lavoro tecnico composto da rappresentanti di questo Ministero, delle Regioni, del Terzo settore, nonché del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili istituito dal Consiglio Nazionale del Terzo settore (Cnts), nella seduta del 4 aprile 2025, poi passato al vaglio nuovamente del Cnts nella seduta del 22 gennaio 2026 (a seguito dell’intesa sancita in sede di Conferenza Stato -Regioni del 29 dicembre 2025 sullo schema del già citato D.M. n. 2/2026).
Il documento è stato pubblicato anche nella sezione “Circolari e orientamenti ministeriali sul Codice e sugli Enti del Terzo Settore” del sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
Articolo di Lara Esposito tratto da Cantiere Terzo Settore
