Il progetto “LINK-ed-IN – Tessere legami per favorire inclusione” continua fino al 2028
È stato presentato alla Casa Circondariale di Como il progetto “LINK-ed-IN – Tessere legami per favorire inclusione 2025-2028”. Avviato a maggio 2021 e proseguito fino al 2025, ora vedrà un nuovo prolungamento fino al 2028. L’intervento è realizzato nell’ambito delle iniziative promosse nel quadro della Politica di Coesione 2021-2027 ed in particolare del Programma Regionale cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus.
Grande forza di LINK-ed-IN è la rete di enti istituzionali e del terzo settore che lavorano in maniera sinergica rendendo possibile l’attivazione dei diversi percorsi e sostegni.

Obiettivo generale
Obiettivo generale del progetto è la promozione dell’accesso ai diritti e alle tutele sociali, dell’inclusione socio lavorativa delle persone sottoposte a provvedimento dell’Autorità giudiziaria o a fine pena, anche al fine di favorire il loro accesso a misure alternative, e rafforzare la tenuta e il buon esito dei percorsi avviati per prevenire la recidiva, attraverso la costruzione condivisa di percorsi personalizzati integrati e flessibili di inclusione sociale, che favoriscano il rafforzamento delle capacità e delle competenze delle persone e lo sviluppo di competenze delle famiglie e della comunità. In linea con le priorità emerse durante la concertazione con servizi per la giustizia e soggetti territoriali e con gli obiettivi del POR FSE + nell’ambito dell’inclusione delle persone con fragilità sono stati individuati i seguenti obiettivi specifici e risultati attesi.
L’intercettazione della domanda di accesso dell’utenza agli interventi progettuali potrà avvenire attraverso molteplici canali, ciascuno dei quali sarà ricondotto dall’agente di rete al confronto con gli operatori istituzionali: il canale tradizionale della segnalazione da parte dell’Uepe, dell’Area Trattamentale della Casa Circondariale, dell’equipe del Sert (interno alla CC o territoriali); l’autocandidatura da parte dell’utenza; la segnalazione da parte di servizi del territorio (servizi sociali di base, Tutele Minori, Organizzazioni di Terzo Settore ecc) a organizzazioni del partenariato.
I partner del progetto
CSV Centro di Servizio per il Volontariato Insubria (ente capofila)
- Agenzia per la formazione, l’orientamento e il lavoro della Provincia di Como
- Arci Spop APS
- ASCLV – Azienda Sociale Centro Lario e Valli
- ASST Lariana
- Associazione Comunità Il Gabbiano
- Associazione Lachesi APS
- ASCI Azienda Sociale Comuni Insieme
- Azienda Speciale Consortile Galliano
- Azienda Speciale Consortile Le Tre Pievi Servizi Sociali Alto Lario
- Cooperativa Lotta contro l’emarginazione
- Comune di San Fermo della Battaglia
- Consorzio Erbese Servizi alla Persona
- Consorzio Servizi Sociali dell’Olgiatese
- IAL Innovazione Apprendimento Lavoro Lombardia
- Il Melograno Scietà Cooperativa Sociale
- Luminanda APS
- Osservatorio Giuridico per i Diritti dei Migranti
- TECUM Azienda Territoriale Servizi alla Persona di Mariano Comense
Modalità di coordinamento del progetto
Il coordinamento territoriale strategico degli interventi e delle progettualità per il reinserimento socio lavorativo delle persone in esecuzione penale verrà perseguito attraverso l’implementazione dei seguenti tavoli e luoghi di coordinamento:
Il Tavolo Territoriale della Giustizia, luogo Interistituzionale di coordinamento dei progetti e degli interventi per il reinserimento socio lavorativo delle persone in esecuzione penale. Al tavolo parteciperanno le Istituzioni della Giustizia, ASST (SerD e Psichiatria), i partner principali della presente proposta progettuale ed altri soggetti istituzionali e di terzo settore, oltre a reti progettuali del territorio attive nell’ambito dell’inclusione sociale e lavorativa del target.
Il Tavolo della Giustizia di Comunità finalizzato a rafforzare la rete per la giustizia di comunità, favorendo il dialogo tra istituzioni penali (Carcere, UEPE, Tribunale) e realtà del Terzo Settore. Vi partecipano CSV Insubria, Il Gabbiano, Tribunale e Procura, Ordine degli Avvocati, Camera Penale, UEPE, Università dell’Insubria e rappresentanti del Terzo Settore.
Tavolo di confronto fra Casa Circondariale, Uepe e progetto finalizzato all’integrazione e al coordinamento congiunto delle azioni e delle risorse messe a disposizione da diversi attori e progettazioni. Al tavolo per il progetto parteciperanno la coordinatrice e l’operatore della giustizia di comunità, oltre ad un rappresentante per ciascuna delle due Istituzioni.
Il coordinamento del partenariato è garantito dalla presenza di diversi luoghi e funzioni:
La Cabina di regia del progetto assolverà alle funzioni di coordinamento e presidio del progetto e al raccordo strategico fra progetto e territorio. L’équipe degli operatori sarà composta da tutti gli operatori dei partner del progetto.
Alla luce degli apprendimenti derivanti dalla valutazione del progetto precedente viene confermato il luogo di coordinamento operativo del progetto, ovvero l’équipe dei case manager e le agenti di rete per la loro funzione di raccordo operativo tra enti invianti, servizi e operatori di progetto nei percorsi individualizzati.
Le microéquipe multidisciplinari, équipe tecniche composte dagli operatori che condividono la presa in carico integrata dei casi complessi, cioè delle situazioni che presentano una molteplicità di bisogni saranno convocate con cadenza e geometria variabile dal case manager a seconda delle esigenze rilevate.
Percorsi di sostegno alle persone in condizioni di vulnerabilità e fragilità
Gli agenti di rete promuovono l’intercettazione della domanda dell’utenza e ricevono le segnalazioni dalle Istituzioni della Giustizia e dai servizi territoriali. Le segnalazioni verranno discusse nell’équipe dei case manager, per l’analisi del bisogno e la formulazione di percorsi integrati e multidimensionali in favore di persone in condizioni di fragilità psicosociale e vulnerabilità educativa. L’azione è realizzata da CSV e Lotta contro l’emarginazione.
Gli accompagnamenti individualizzati di persone in condizioni di fragilità psicosociale e vulnerabilità educativa, con particolare attenzione ai giovani adulti, agli anziani, alle persone con disabilità e alle donne, ristrette in Istituto e sul territorio, avvengono in Istituto e, sul territorio, nell’ambito dello Spazio sociale: hub territoriale di riferimento del progetto e spazio relazionale di accoglienza dell’utenza.
Accompagnamento educativo: l’educatore professionale assume il ruolo di figura centrale nella presa in carico globale e personalizzata della persona in situazione di fragilità e opera come figura di riferimento stabile, coordinando gli interventi di progetto e gli operatori della micro-equipe con l’obiettivo di costruire e accompagnare un percorso di autonomia sostenibile e inclusione sociale.
Accompagnamento educativo specifico nel caso di partecipanti con diagnosi psichiatrica: l’intervento sarà affidato a una Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica che realizzerà percorsi di recupero funzionale, reintegrazione sociale e miglioramento della qualità della vita. L’intervento è personalizzato e multidimensionale, con l’obiettivo di potenziare le abilità residue, favorire l’autonomia, promuovere l’inclusione attiva, favorendo l’integrazione fra servizi sociali e socio sanitari, nonché fra Casa Circondariale e territorio.
Accompagnamento educativo specifico nel caso di giovani, provenienti dal circuito penale minorile per favorire la continuità con il progetto My MAP 5G nei legami di presa in carico, nel passaggio tra l’esecuzione minorile e quella adulta. Si fonda su un approccio relazionale, individualizzato e trasformativo, con l’obiettivo di prevenire la recidiva, valorizzare le potenzialità inespresse e costruire alternative reali alla devianza.
Supporto psicologico azione specialistica volta ad affiancare l’utente nei percorsi di reinserimento sociale, contribuendo alla rielaborazione critica della propria storia personale e al rafforzamento delle risorse psicoemotive necessarie per l’autonomia e la responsabilizzazione. Mira a favorire la consapevolezza di sé, sostenere la motivazione al cambiamento, prevenire e gestire situazioni di crisi, ricadute, drop-out. L’intervento si inserisce in modo integrato nel lavoro dell’équipe multidisciplinare, contribuendo alla definizione e all’attuazione di un progetto individualizzato di cambiamento.
Consulenza giuridico-legale in materia di immigrazione, consulenze individuali e supporto nella gestione di pratiche relative a soggiorno, cittadinanza e richieste di protezione. Sono incluse attività di orientamento legale, mediazione presso Questura e Prefettura, incontri di rete e interventi di avvocati immigrazionisti quando necessario.
Mediazione linguistica e culturale: colloqui di mediazione e consulenza transculturale, con funzione informativa, di traduzione e comprensione, di ricostruzione della storia personale, famigliare e culturale del soggetto; consulenza transculturale presso UEPE e in collaborazione con i partner, consulenze agli operatori dei servizi del Ministero di Giustizia, per la comprensione degli aspetti antropologico-culturali, geopolitici, pertinenti al caso.
Sportello diritti servizio finalizzato a garantire maggiori opportunità di accesso ai diritti per l’utenza del progetto. Il servizio a chiamata offrirà supporto all’accesso alle prestazioni sociali, invalidità, NASPI, supporto per la partecipazione ai bandi per contributi economici. Lo sportello offrirà inoltre una funzione di accompagnamento al CAF e Patronato.
Sportello di educazione finanziaria per la gestione consapevole del denaro, finalizzato ad accompagnare la persona in un percorso di consapevolezza, autonomia e responsabilizzazione rispetto alla gestione delle proprie risorse economiche, con l’obiettivo di ridurre situazioni di vulnerabilità, indebitamento o dipendenza economica e promuovere l’autonomia nel medio-lungo termine.
Attività laboratoriali per persone in condizione di fragilità ristrette presso la Casa Circondariale di Como
Laboratorio sulla comunicazione restorativa per giovani adulti e per adulti finalizzato a condurre i partecipanti in una riflessione sulle modalità comunicative utilizzate nelle relazioni e nei contesti e in una sperimentazione in ambiente protetto, all’interno di un’ottica riparativa, aiutando a guardare anche alla posizione dell’altro e della comunità.
Laboratorio autobiografico utilizza il metodo di narrazione di sé che stimola i partecipanti ad esprimere il proprio punto di vista, permettendo di incrementare la consapevolezza e la rielaborazione del passato, anche in relazione al reato, in un’ottica di costruzione positiva del futuro.
Laboratorio di Autoconsapevolezza e Autotutela per donne e donne transgender detenute offre strumenti per rafforzare la propria identità, riconoscere i bisogni, apprendere modalità efficaci di autotutela – fisica, emotiva, relazionale ed economica. Il gruppo lavorerà su: corpo, consapevolezza emozionale, educazione finanziaria. L’attività è realizzata da Gabbiano e Lotta contro l’emarginazione alla sezione femminile; CSV e Lotta contro l’emarginazione alla sezione trans.
Laboratorio di danzaterapia per donne e donne transgender detenute utilizza il movimento espressivo come strumento per favorire il benessere psico-fisico, la consapevolezza corporea e l’elaborazione emotiva, esplorando nuove modalità di relazione con sé e con gli altri, in un contesto sicuro.
Percorsi di supporto alla famiglia, genitorialità e mediazione dei conflitti
L’intervento di supporto ai familiari delle persone sottoposte a provvedimento dell’Autorità giudiziaria si realizzerà attraverso percorsi individualizzati, di coppia o di nucleo familiare, connessi ai progetti personalizzati dei destinatari e alle esigenze e disponibilità dei familiari. Gli obiettivi dell’intervento potranno essere molteplici: accompagnare le mogli/compagne dei detenuti nel sostenere i carichi di responsabilità, stress e fatica che gravano sulle loro spalle in conseguenza della carcerazione del partner (la crescita dei figli); accompagnare le mogli/compagne e i familiari dei detenuti nel comunicare ai figli la realtà della carcerazione, in modo chiaro e adeguato all’età. L’intervento è realizzato da Gabbiano attraverso l’azione di un terapeuta o di un terapeuta della famiglia.
Gli interventi di supporto ai genitori di giovani adulti autori di reato potranno coinvolgere i genitori di giovanissimi ristretti presso la Casa Circondariale di Como o in esecuzione penale esterna. Potranno essere interventi individualizzati, di coppia o gruppali, fra persone che condividono una simile esperienza e sono disponibili al confronto nel gruppo. Gli interventi sono finalizzati ad accompagnare i genitori del giovane adulto in situazione di fragilità e in esecuzione penale nell’acquisizione di competenze utili al sostegno del soggetto fragile.
Gli interventi per il recupero delle relazioni familiari, prevenzione e mediazione dei conflitti verranno realizzati attraverso interventi di supporto e accompagnamento, in forma individuale, di coppia o di nucleo, in relazione al bisogno e alle disponibilità specifiche. Gli obiettivi dell’intervento potranno essere molteplici: sostenere le famiglie nel preparare il rientro del congiunto detenuto, tramite l’esplorazione delle aspettative reciproche, il sostegno al dialogo e alla collaborazione nelle scelte relative alla nuova organizzazione familiare; accompagnare l’intero nucleo familiare nel caso di detenzioni domiciliari o misure alternative, in modo da prevenire ed eventualmente gestire tensioni o conflitti che potrebbero ostacolare il buon esito della misura; sostenere le famiglie che devono affrontare la separazione dei partner, in modo che la scelta non comprometta ulteriormente il mantenimento dei legami affettivi con i figli, la possibilità di esercitare la corresponsabilità genitoriale e il buon esito del percorso generale di reinserimento socio-lavorativo del reo. L’intervento è realizzato da il Gabbiano attraverso l’azione di un terapeuta o di un terapeuta della famiglia.
Percorsi di inclusione attiva e propedeutici all’inserimento lavorativo a vocazione territoriale
Per le persone troppo fragili per essere avviate immediatamente ad un percorso di inserimento lavorativo il progetto prevede una attività pre-lavorativa finalizzata all’acquisizione di soft skills, competenze sociali e relazionali, competenze trasversali quali lavoro di gruppo, problem solving, gestione delle situazioni di stress, prerequisiti indispensabili anche per svolgere attività lavorativa. Il Laboratorio di agricoltura sociale prevede la presenza di educatori e di maestri di lavoro dell’ass. Terra Viva (soggetto della rete). Possono parteciparvi persone fragili in preparazione di un futuro percorso di accompagnamento all’inserimento lavorativo.
Azioni di coordinamento con i Centri Per l’Impiego: come previsto in sede di concertazione con il Settore Politiche del Lavoro della Provincia di Como, prima di avviare la presa in carico dell’utente sulla presente linea di azione si procederà con la verifica che lo stesso non sia già destinatario di interventi nel quando di offerta di Politiche Attive del Lavoro del sistema regionale. L’azione verrà svolta dal Casemanager, in rapporto con l’operatore della sede territoriale del CPI per l’area dello svantaggio (uno per ogni sede CPI, già individuati e incaricati di essere gli interlocutori del progetto). Alla microéquipe che si costuituirà intorno al caso verrà invitato a partecipare l’operatore del CPI ed eventualmente dell’ente dell’area formazione e lavoro già attivo, per permettere una co – progettazione di interventi personalizzati. Nel caso l’utente non sia già in carico al sistema regionale, verrà verificata la possibilità di attivare le diverse misure e attraverso una collaborazione fra case manager e referente del CPI si valuteranno le diverse opportunità a disposizione dell’utente, tramite le politiche attive e il presente progetto. Qualora si opti per le politiche attive si procederà con profilazione e stipula del patto di servizio. In questo caso, in relazione alle caratteristiche e ai bisogni del singolo utente, sarà comunque possibile prevedere altri interventi della presente progettazione afferenti alle Linee d’azione 1, 2 e 4.
La formazione per i detenuti: per l’acquisizione di competenze tecniche spendibili nel mondo del lavoro sono previsti interventi formativi all’interno della Casa Circondariale che i partner AFOL e IAL andranno a definire, in relazione al bisogno formativo e ai settori in espansione e della vocazione territoriale. Non si stanziano risorse su questa azione nella convinzione di poter utilizzare risorse europee, nazionali e regionali per la formazione professionale.
Qualora la particolare fragilità, la pregressa collaborazione con il SIL o il s.s di base, lo rendesse preferibile, per l’utente verrà attivato l’accompagnamento individualizzato all’inserimento lavorativo attraverso l’affiancamento di un orientatore al lavoro afferente al SIL di competenza in relazione alla residenza dell’utente. Dopo una prima fase di bilancio di competenze e del percorso lavorativo, si procederà in relazione alle competenze e alle fragilità dell’utente alla fase dell’orientamento, al supporto all’utente nella ricerca attiva o allo scounting aziendale.
Percorsi di inclusione propedeutici all’inserimento lavorativo mediante l’attivazione di tirocini
Per gli utenti seguiti attraverso l’azione di accompagnamento prevediamo che si renderà frequentemente necessaria l’attivazione tirocini. Prevediamo inoltre a carico del progetto il rimborso del tirocinante da parte dei partner AFOL e IAL per ulteriori tirocini che verranno attivati e gestiti attraverso misure di politica attiva del lavoro. A seguito degli apprendimenti derivanti dalla valutazione dei precedenti progetti si ritiene più utile non ragionare in termini di tirocini (della durata prestabilita) ma in mensilità, così da poter declinare la durata in relazione alle necessità del partecipante.
Filodritto – Rammendati in carcere – nella precedente edizione di progetto si è dato vita ad un servizio di rammendo creativo interno al carcere e aperto alla città attraverso 8 punti di raccolta dei capi da rammendare. I cittadini prenotano il rammendo attraverso il portale filodritto.it, consegnano il capo in uno dei punti di raccolta; il capo viene portato in carcere e rammendato con creatività, per essere poi restituito al proprietario nello stesso luogo dove era stato consegnato. In questa edizione di progetto, attraverso una collaborazione fra il partner Luminanda e il nuovo partner IAL, Filodritto diverrà sede di interventi formativi finalizzati all’acquisizione di competenze tecniche certificabili. Il laboratorio verrà realizzato parallelamente alla sezione maschile e nella sezione transgender. Verranno realizzati corsi di formazione, attraverso le risorse delle politiche regionali, che permetteranno di formare i partecipanti al servizio. Per favorire il reinserimento lavorativo dei partecipanti che potranno accedere all’art.21 o alla MA, si prevede l’attivazione di tirocini, attivati a cura di IAL. Luminanda proseguirà il lavoro di rete sul territorio al fine di promuovere il servizio alla cittadinanza e favorire un network con le imprese locali utile a incrementare la produzione all’interno della Casa Circondariale, la formazione e accompagnamento dei volontari coinvolti.
Percorsi di sostegno all’autonomia abitativa
Agli utenti segnalati per la ricerca di opportunità di accoglienza abitativa verrà offerto un accompagnamento sociale ed educativo che avrà durata dalla presa in carico dell’utente alla conclusione dell’accoglienza. Sulla base delle caratteristiche individuali dell’utente e del progetto personalizzato verranno coinvolte le realtà dell’accoglienza comasca per un progetto di accoglienza temporanea.
Percorsi di concertazione e governance territoriale
Collaborazione alla ricostituzione, con le direzioni di Uepe e CC, e alla facilitazione del Tavolo Territoriale della Giustizia, luogo Interistituzionale di coordinamento dei progetti e degli interventi per il reinserimento socio lavorativo delle persone in esecuzione penale. Al tavolo parteciperanno le Istituzioni della Giustizia, ASST (SerD e Psichiatria), i partner principali della presente proposta progettuale ed altri soggetti istituzionali e di terzo settore, oltre a reti progettuali del territorio attive nell’ambito dell’inclusione sociale e lavorativa del target. Il tavolo svolgerà funzioni di coordinamento territoriale, ricomposizione delle opportunità offerte dal territorio, confronto su criticità e bisogni e scambio di buone prassi. L’azione è realizzata dal capofila che imputa un monte ore limitato perché, in coerenza con il proprio mandato istituzionale di attivazione del volontariato e della comunità, integra l’azione a titolo non oneroso per il progetto.
Tavolo della Giustizia di Comunità: proseguendo la progettazione precedente, si collabora alla riattivazione del tavolo nato nel 2016 con il “Protocollo di intesa per la Messa alla Prova”. Vi partecipano CSV Insubria, Il Gabbiano, Tribunale e Procura, Ordine degli Avvocati, Camera Penale, UEPE, Università dell’Insubria e rappresentanti del Terzo Settore. L’obiettivo è rafforzare la rete per la giustizia di comunità, condividendo criticità e buone prassi nei LPU e nella giustizia riparativa, favorendo il dialogo tra istituzioni penali (Carcere, UEPE, Tribunale) e realtà del Terzo Settore, essenziali per l’inclusione sociale. Il tavolo promuoverà azioni per valorizzare le risorse territoriali, sviluppare competenze nei servizi della giustizia e sostenere l’accoglienza delle organizzazioni del Terzo Settore. L’azione è realizzata dal capofila, che imputa un monte ore limitato all’azione perché, in coerenza con il proprio mandato istituzionale (attivazione del volontariato e della comunità), integra l’azione a titolo non oneroso per il progetto, e dal Gabbiano.
Come concordato in sede di concertazione con la presente edizione di progetto viene attivato un Tavolo di confronto fra Casa Circondariale, Uepe e progetto finalizzato all’integrazione e al coordinamento congiunto delle azioni e delle risorse messe a disposizione da diversi attori e progettazioni. Al tavolo per il progetto parteciperanno la coordinatrice e l’operatore della giustizia di comunità che, quando di pertinenza, coinvolgeranno anche la referente del progetto Donne oltre le mura per l’azione realizzata nella sezione Transgender.
Rafforzamento della rete tra i servizi territoriali e i servizi della Giustizia a sostegno della genitorialità in esecuzione penale, in continuità con il precedente progetto e in collaborazione con i Centri per la Famiglia degli 8 Ambiti. L’obiettivo è colmare i legami deboli tra pubblico, privato sociale e giustizia, promuovendo conoscenza reciproca, valorizzazione delle pratiche e potenziamento delle competenze. Le attività previste includono un focus group con operatori dell’UEPE e della Casa Circondariale di Como per raccogliere bisogni e risorse, e laboratori volti a rafforzare la rete e costruire alleanze operative tra servizi e istituzioni. Si prevede inoltre, di partecipare a tavoli istituzionali già attivi per valorizzare le collaborazioni esistenti. Al termine dei laboratori è previsto un workshop per analizzare i fabbisogni emersi e co-progettare un percorso di formazione e supervisione con tutti gli attori coinvolti. Seguirà un percorso formativo personalizzato, focalizzato sul lavoro di rete, la comunicazione interistituzionale e l’integrazione delle funzioni operative nei servizi a sostegno della genitorialità in esecuzione penale. Output previsti:1 focus group, 20 momenti di partecipazione a luoghi di coordinamento dei servizi per la famiglia, 1 workshop,1 percorso di formazione e supervisione. L’azione sarà realizzato dalla Cooperativa Il Melograno CBM con il coinvolgimento dei referenti degli Ambiti Territoriali per garantire l’integrazione con i Centri per la Famiglia.
Coinvolgimento e accompagnamento del volontariato per attività nella Casa Circondariale. Verrà realizzata una azione di sensibilizzazione propedeutica al coinvolgimento e al coordinamento di volontari e organizzazioni di terzo settore per incrementare la presenza e l’apporto del volontariato all’interno della CC (attraverso l’organizzazione di attività culturali, ricreative, sportive e formative). L’azione consisterà in una serie di momenti di presentazione della realtà carceraria e dei suoi bisogni, nella raccolta delle eventuali disponibilità e nella facilitazione dell’incontro fra volontari disponibili e Istituto Carcerario. Si manterrà inoltre un’azione di coordinamento e di scambio di esperienze e buone prassi dedicata a tutti i volontari presenti nella CC.
Azione formativa per operatori del partenariato e della rete: Diritti, Giustizia e Inclusione. In risposta alle esigenze emerse dalla valutazione del precedente progetto e ai bisogni delle istituzioni della rete (UEPE e CPI), si prevede la realizzazione di un’azione formativa rivolta agli operatori del partenariato e della rete. L’obiettivo è diffondere strumenti e competenze utili per operare nel contesto. I temi della formazione includeranno: Esecuzione penale e alternative alla detenzione, Giustizia Riparativa, Misure di comunità, Politiche migratorie e diritti dei migranti, Politiche Sociali e Attive del Lavoro in Lombardia. Il partenariato, con il supporto dell’Università dell’Insubria, fornirà le competenze necessarie per la realizzazione della formazione.
Si prevede la realizzazione di una comunità di pratiche che unirà tre reti progettuali sovra-provinciali. CSV Milano (progetto TAG), CSV Insubria e ACSI-Azienda speciale Consortile Servizi Intercomunali di Lodi (progetto SisAcT), che insieme ai loro partner, affronteranno l’implementazione e la gestione di uno sportello (hub territoriale) per la giustizia di comunità. L’obiettivo è condividere un modello d’intervento per aumentare il coinvolgimento della comunità nelle azioni progettuali, ampliare la capacità di accoglienza del Terzo Settore (lavori di pubblica utilità, percorsi di reinserimento, housing), garantire un’efficace presa in carico delle situazioni più vulnerabili. La comunità si riunirà periodicamente nel corso della triennalità di progetto, supportata da un moderatore/ricercatore sociale esterno.
Oltre i 18 – Comunità di pratiche tra penale minori e adulti è un’attività nata dalla collaborazione tra ASCi (capofila del progetto My Map 5G), CSV Insubria e l’Associazione Comunità Il Gabbiano (capofila del Centro diurno interno alla CC di Como). L’iniziativa promuove una riflessione condivisa tra i servizi della giustizia penale minorile e quelli per adulti, con focus sui casi di transizione tra i due sistemi. L’obiettivo è creare uno spazio strutturato di confronto tra operatori della giustizia e del territorio per costruire pratiche condivise di accompagnamento e continuità educativa, riducendo la frammentazione e migliorando la risposta integrata ai bisogni dei destinatari. L’azione si realizza attraverso tavoli tematici e laboratori, mirati all’elaborazione di strumenti di lavoro comuni.
Percorsi di giustizia di comunità
L’operatore di giustizia di comunità, è una figura con funzioni di animatore di rete che opera al fine di permettere lo sviluppo e il consolidamento di una Comunità di relazioni riparative. L’intervento è mirato a supportare i servizi della Giustizia e le organizzazioni del Terzo Settore. L’obiettivo principale è migliorare l’informazione, ampliare le opportunità per i LPU e i programmi di giustizia riparativa, e aumentare la capacità di accoglienza e presa in carico, soprattutto per le situazioni di vulnerabilità.
L’operatore si occuperà di:
Mantenere collaborazioni stabili e costanti con i referenti di UEPE consolidando prassi operative e concordando strategie territoriali per migliorare l’accoglienza di LPU e interventi riparativi.
Favorire momenti di scambio e collaborazione con i servizi della Giustizia nell’ambito del Tavolo della Giustizia di Comunità (Protocollo di intesa per la Messa Alla Prova – 2016) per promuovere l’accesso alle misure di comunità (MAP/LPU), in linea con le direttive della Riforma Cartabia.
Partecipare al Tavolo per la giustizia riparativa nella provincia di Como, attivo dal 2021 e che coinvolge partner progettuali, UEPE, Casa circondariale, Ufficio scolastico territoriale, cittadini e Terzo settore. Le sue funzioni includono la creazione di una governance territoriale partecipata per una “comunità riparativa” e la promozione di azioni di sensibilizzazione e formazione.
Inoltre, l’operatore, in collaborazione con gli enti di Giustizia, implementerà un hub territoriale per la giustizia di comunità all’interno dello “Spazio Sociale” del progetto, al fine di:
- Intercettare e raccogliere segnalazioni per l’attivazione di percorsi di LPU/volontariato e programmi di GR da enti (UEPE, Carcere) e dal territorio (operatori giuridici, servizi sociali, SerD).
- Analizzare la domanda e i bisogni specifici degli utenti segnalati, insieme agli enti segnalanti, per formulare progetti individualizzati.
- Attivare gli operatori del servizio per avviare i programmi, integrandoli con le equipe multidisciplinari per obiettivi di inclusione sociale.
- Promuovere il coinvolgimento attivo della comunità (Enti di Terzo Settore, gruppi informali, cittadini) nella realizzazione dei progetti.
Sviluppo di comunità territoriali di relazioni riparative.
L’azione mira a promuovere percorsi di responsabilizzazione e l’acquisizione di competenze sociali attraverso esperienze di LPU, volontariato e percorsi riparativi. Queste iniziative sono concepite come opportunità per le persone, offrendo apprendimenti su etica, solidarietà, rispetto delle regole, assunzione di responsabilità e cooperazione, facilitando l’integrazione e la cittadinanza attiva.
Percorsi di Giustizia di Comunità (LPU/MAP e Volontariato)
Il percorso di inserimento nel volontariato o nei LPU segue una prassi consolidata e include le seguenti fasi:
Segnalazione: Il CSV riceve segnalazioni da UEPE per proposte di volontariato o obblighi riparatori, con un primo confronto sugli obiettivi di inclusione sociale.
Orientamento e progetto individualizzato: Il CSV avvia un percorso di orientamento strutturato in incontri per definire l’ambito di volontariato. L’obiettivo è lavorare sulle aspettative e la motivazione, esplorando interessi e risorse per progetti coerenti e sostenibili.
Avvio del percorso: La persona è accompagnata nell’ingresso nell’organizzazione, con la collaborazione del tutor, per concordare il programma di attività e gli obiettivi risocializzanti.
Monitoraggio e valutazione: Il CSV fornisce supporto continuo alla persona e al tutor, monitorando l’andamento dell’attività e gestendo eventuali criticità, mantenendo contatti costanti con l’UEPE.
I percorsi potranno essere attivati anche in gruppi omogenei. Verrà data particolare attenzione al target giovani-adulti per favorire accompagnamenti educativi specifici.
Dialoghi di Giustizia Riparativa e di Comunità
Percorsi di ascolto riparativo sul territorio: Incontri individuali o di gruppo, condotti da mediatori penali, finalizzati alla riflessione sulle responsabilità personali e sociali rispetto ai reati, in un’ottica riparativa che consideri la vittima e la comunità. Questi sono propedeutici ai dialoghi successivi. Dialoghi di giustizia riparativa e di comunità: percorsi che coinvolgono autori di reato in dialogo con vittime e cittadini sensibili. L’obiettivo è il confronto su temi come sofferenza, responsabilità e conflitto per attivare comunanze generative.
Dialoghi di giustizia riparativa e di comunità all’interno della CC con l’intento di allestire spazi di dialogo e confronto tra detenuti, funzionari pedagogici, agenti di polizia penitenziaria, volontari e cittadini e per la gestione di eventuali conflittualità tra detenuti.
La sensibilizzazione e il coinvolgimento della comunità sul tema della Giustizia riparativa e di comunità è elemento fondamentale del progetto. L’esperienza maturata da CSV Insubria negli ultimi anni ha evidenziato un forte interesse e una concreta disponibilità del terzo settore comasco ad attivare percorsi di inclusione sociale: sono circa 200 le realtà territoriali aperte alla collaborazione nei percorsi di LPU. Le associazioni di volontariato, oltre a svolgere un ruolo operativo, contribuiscono con i loro valori a dare significato alle misure. Allo stesso tempo, molte di queste organizzazioni evidenziano il bisogno di maggior supporto nella gestione concreta dei percorsi di accoglienza. In questo contesto si inserisce l’esperienza del gruppo CoInVolGi (Como Inclusione tra Volontariato e Giustizia), nato circa 6 anni fa su impulso del CSV Insubria e composto da realtà del volontariato attive in ambito di accoglienza e inclusione. Il gruppo promuove il confronto tra enti per condividere difficoltà e buone prassi nei percorsi legati alla giustizia di comunità. Il CSV dell’Insubria ha sostenuto nel tempo questo gruppo e più in generale il terzo settore attraverso azioni che verranno riproposte anche in questa progettazione, tra cui:
Incontri informativi su giustizia riparativa, LPU, riforma Cartabia, ruoli dei servizi coinvolti (UEPE, Tribunale, Ser.T., servizi sociali)Formazione per CoInVolGi e terzo settore su accoglienza, gestione risorse umane e ruolo del tutor; Momenti di confronto all’interno del Gruppo CoInVolGi sulle difficoltà e buone prassi nei percorsi di accoglienza e per rafforzare il ruolo del tutor; Eventi di sensibilizzazione sul ruolo della comunità nella giustizia riparativa.
Gli interventi previsti saranno realizzati dal capofila, che imputa un monte ore limitato all’azione perché in coerenza con il proprio mandato istituzionale di attivazione del volontariato e della comunità. Le iniziative di informazione, formazione e sensibilizzazione verranno concertate con Uepe e realizzate con la collaborazione dei mediatori penali e docenti del Cesgrem (Centro sulla Giustizia Riparativa e Mediazione Penale dell’Università Insubria di Como).
Per informazioni e segnalazioni:
CSV Insubria 031.301800 l.molinari@csvlombardia.it
