“Avrò cura di te”, seconda edizione del corso gratuito per diventare caregiver di bambini con disabilità
Sostenere bambini con disabilità o con problematiche sanitarie che necessitano di assistenza a domicilio o in ospedale. Questo lo scopo di Avrò cura di te, il corso di formazione per caregiver extrafamiliari non professionali, alla sua seconda edizione, organizzato dall’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che partirà il 17 marzo. L’associazione cerca persone disponibili a mettere a disposizione il proprio tempo a favore di questi bambini.
Il corso, avviato in collaborazione con ASST Lariana, durerà circa un mese e sarà suddiviso in quattro incontri (queste le date: dalle 15 alle 19 e dalle 9 alle 13).
Il corso è gratuito e non ha alcun vincolo di partecipazione se non la maggiore età. E’ volto a formare caregivers volontari disposti a passare del tempo con un bimbo in situazione di bisogno, ma non è obbligatorio diventare caregivers a fine corso. Le lezioni saranno presso l’Ospedale Sant’Anna a San Fermo della Battaglia, con possibilità di partecipazione online o di ricevere la registrazione in caso di assenza.
E’ possibile iscriversi al seguente link: iscrizioni
Il corso rientra nel progetto Portami a Casa dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che nasce nel 2019 in Piemonte e che vede, fin dal suo inizio, una stretta collaborazione tra l’associazione, i servizi territoriali e l’azienda ospedaliera, nell’intento di rispondere al diritto di bambini disabili di vivere in famiglia. Questo progetto si prefigge di accompagnare le famiglie affidatarie o naturali, nel percorso di inserimento del minore e di supportare bambini e reparti ospedalieri nel caso di ricoveri in cui non sia presente, o solo parzialmente, una figura genitoriale attraverso l’attivazione di caregivers extrafamiliari volontari.
Il progetto, nello specifico, prevede:
- la presa in carico di tutte le situazioni in cui si rende necessario trovare una famiglia affidataria per un bambino con disabilità, la ricerca di una famiglia idonea e l’affiancamento in tutto il percorso di avvio dell’affido. Per questa attività si è scelto di seguire una procedura operativa concordata partendo dalla constatazione della estrema complessità di queste situazioni e dalla necessità di operare in rete a tutti i livelli (servizio sociale, operatori sanitari ASL ed ospedalieri, associazioni di volontariato e volontari…) e in tutte le fasi (dalla presa in carico delle situazioni, alla ricerca delle famiglie, all’abbinamento con il minore per tutto il corso dell’esperienza di accoglienza).
- La ricerca, selezione e formazione di un gruppo di caregivers extrafamiliari non professionali disponibili ad affiancarsi alle famiglie affidatarie in caso di ricoveri ospedalieri prolungati o a domicilio in caso di necessità di cura particolarmente gravose. Gli stessi caregivers possono dare risposta a tutti quei piccoli ricoverati in ospedale senza una famiglia in grado di garantire accudimento e presenza continuativa, i quali necessitano di una presa in carico, spesso urgente, “a ponte” tra il manifestarsi della criticità (l’abbandono, l’allontanamento) del minore che si trova da solo in ospedale e la valutazione e l’eventuale decisione di affido familiare. Quel tempo di ricovero ha l’urgente e improrogabile necessità di essere riempito da figure di riferimento per il minore – anche transitorie – che ne garantiscono l’accudimento e l’accompagnamento temporaneo ma fondamentale per evitare che il periodo ospedaliero evolva in un trauma, in una regressione o in un arresto dello sviluppo del minore.
- La realizzazione di eventi di sensibilizzazione a favore di singoli, famiglie e operatori per informare e testimoniare la fattibilità dell’accoglienza di questi bambini
- La redazione di un documento che proponga una procedura operativa condivisa e articolata opportuna per aiutare e indirizzare sia gli operatori sociali e sanitari sia le famiglie affidatarie e le associazioni, al fine di realizzare progetti di affido sempre più efficaci.
