BRIDGE: un ponte tra generazioni, imprese e comunità per rafforzare il welfare di prossimità in Valle Brembana
Costruire ponti tra persone, servizi, imprese e comunità per rendere la Valle Brembana un territorio sempre più capace di prendersi cura delle persone anziane e di sostenere chi, quotidianamente, si occupa di loro. È questo l’obiettivo di «BRIDGE – Brembana Inclusion & Development for Generations Empowered. Un ponte tra generazioni, imprese e comunità», il progetto promosso da Cooperativa Sociale Aeper, Azienda Speciale Sociale Valle Brembana, Bergamo Sanità, Centro di Servizio per il Volontariato di Bergamo ETS e finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del Bando Welfare in Ageing.
Il progetto, che si svilupperà nell’arco dei prossimi tre anni, nasce dalla consapevolezza che l’invecchiamento della popolazione, la dispersione abitativa e le caratteristiche geografiche della Valle Brembana rendono necessario rafforzare un sistema di welfare rivolto alle persone anziane capace di arrivare anche nei territori più periferici e di intercettare i bisogni prima che si trasformino in situazioni di fragilità strutturale. BRIDGE intende quindi avvicinare il welfare alle persone e ai loro contesti di vita, mettendo in connessione le risorse già presenti e attivando nuove forme di collaborazione tra servizi sociali e sociosanitari, enti locali, volontariato, comunità e mondo del lavoro.
A presentare il progetto è stato Giovanni Tosi, Presidente della Cooperativa Sociale AEPER, ente capofila del progetto: «Con il progetto BRIDGE, AEPER conferma il proprio impegno nel costruire comunità inclusive e capaci di rispondere ai cambiamenti demografici che interessano anche la Valle Brembana. Gli anziani rappresentano una risorsa preziosa per il territorio e investire sul loro benessere significa rafforzare la coesione sociale e contrastare il rischio di isolamento e fragilità. Per AEPER è particolarmente significativo essere ente capofila di un’iniziativa che mette al centro la qualità delle relazioni e il sostegno alle famiglie attraverso azioni concrete: da un lato l’attivazione di tre Caffè Sociali, luoghi di incontro, socializzazione e partecipazione per le persone anziane; dall’altro percorsi psicologici e sportelli di consulenza ai caregiver lavoratori che coinvolgerà importanti realtà aziendali, anche al di fuori della Valle Brembana, per promuovere una maggiore consapevolezza e una migliore conciliazione tra responsabilità di cura e vita lavorativa. BRIDGE nasce proprio con l’obiettivo di creare ponti tra generazioni, servizi, imprese e comunità, affinché nessuno si senta solo di fronte alle sfide dell’invecchiamento». BRIDGE, infatti, prevede un’azione dedicata direttamente ai caregiver familiari, in particolare a quelli che si trovano a dover conciliare il lavoro con la responsabilità di cura: attraverso il coinvolgimento diretto delle aziende verranno proposti percorsi di supporto psicologico online, l’attivazione di caregiver point con una funzione di informazione e orientamento, oltre che strumenti di conciliazione vita-lavoro per ridurre il carico dei caregiver lavoratori.
Nel corso dei tre anni, BRIDGE lavorerà in stretta connessione con il territorio e con i soggetti che già vi operano, grazie al raccordo garantito dall’Azienda Speciale Sociale Valle Brembana: «Per l’Azienda Speciale Sociale Valle Brembana, BRIDGE rappresenta un’importante occasione per rafforzare il lavoro sul tema dell’invecchiamento, della domiciliarità e del sostegno alle persone che si prendono cura di un familiare. Il nostro compito sarà innanzitutto quello di garantire il raccordo tra il progetto e la rete dei servizi sociali e sociosanitari del territorio, facendo in modo che le azioni siano concretamente collegate ai bisogni delle persone e delle comunità», ha sottolineato Silvano Gherardi, Amministratore Unico dell’Azienda Speciale Sociale Valle Brembana. In questo senso, il progetto prevede anche una specifica azione di comunicazione e sensibilizzazione, oltre che attività di governance e monitoraggio che accompagneranno l’intero percorso progettuale, garantite anche grazie all’accompagnamento metodologico dell’Università degli Studi di Bergamo. «Voglio, inoltre, sottolineare come questo progetto abbia scelto di caratterizzarsi anche con un’attenzione particolare al monitoraggio e alla valutazione di quello che accadrà sul territorio – ha proseguito Gherardi –: l’Università degli Studi di Bergamo accompagnerà i partner di progetto nella lettura dei processi e dei risultati, attraverso un presidio scientifico e metodologico costante. Questo ci permetterà di capire nel tempo cosa funziona, quali bisogni emergono e quali elementi possono essere consolidati, affinché BRIDGE non rimanga una sperimentazione isolata, ma possa lasciare competenze, relazioni e modalità di lavoro utili alla programmazione futura del territorio»
Un altro filone d’azione previsto dal progetto riguarda i Caffè Sociali+, che rappresentano un’evoluzione dell’esperienza dei Caffè Sociali già presenti in Valle Brembana: luoghi di prossimità, informali e accessibili, pensati in particolare per le persone anziane delle aree della Valle meno coperte dai servizi; accanto alla dimensione della socialità e della prevenzione dell’isolamento, i Caffè Sociali+ offriranno una presenza di tipo educativo e sociosanitario, diventando anche un punto di collegamento con la rete dei servizi territoriali. Il coordinamento di questa attività è in capo a Bergamo Sanità, cooperativa già attiva da tempo sul territorio della Valle: «Bergamo Sanità ha scelto di partecipare come partner al progetto Bridge per dare continuità al proprio impegno a favore delle persone fragili e delle comunità della Valle Brembana – ha evidenziato Stefano Ghilardi, Presidente di Bergamo Sanità -. Da diversi anni operiamo in questo territorio, in particolare al fianco degli anziani, attraverso la RSA di San Pellegrino, i servizi domiciliari SAD, RSA Aperta, Cure domiciliari e le cure palliative. Grazie ai fondi PNRR abbiamo, inoltre, gestito un progetto innovativo di sostegno alla domiciliarità, con orologi e kit domotici per la sicurezza e l’autonomia delle persone anziane. La nostra Cooperativa offre anche servizi di medicina del lavoro in diverse aziende della provincia di Bergamo e, negli ultimi anni, ha gestito Caffè Sociali e Caffè Alzheimer sul territorio della Valle. Proprio dall’esperienza nei luoghi di lavoro e negli spazi di incontro, nasce la scelta di aderire a Bridge. Nell’ambito del progetto saranno attivati tre Caffè Sociali, con la presenza di operatori sociosanitari e di un educatore, con una particolare attenzione all’accoglienza di persone anziane fragili. Vogliamo mettere a disposizione la nostra esperienza per creare occasioni di relazione, inclusione, orientamento e vicinanza alle persone».
La forza di BRIDGE risiede anche nella sua dimensione di rete: il progetto prevede il coinvolgimento progressivo di Comuni, ASST, associazioni, organizzazioni di volontariato, imprese e altri soggetti del territorio, con l’obiettivo di integrare competenze e risorse. Il Centro di Servizio per il Volontariato di Bergamo ETS contribuirà in particolare al raccordo con il mondo del volontariato e delle reti comunitarie, come ha spiegato il Presidente Oscar Bianchi: «Con il progetto BRIDGE, CSV Bergamo ETS porta la propria capacità di attivare e mettere in rete le risorse delle comunità. L’invecchiamento della popolazione pone sfide che riguardano non solo i servizi, ma il modo in cui un territorio riesce a mantenere vive relazioni, partecipazione e occasioni di socialità, contrastando il rischio di solitudine e isolamento. In questo il volontariato e le reti di prossimità possono avere un ruolo importante: il nostro compito sarà accompagnarli e valorizzarli, favorendo connessioni con i servizi e con gli altri soggetti del territorio. Un’attenzione particolare sarà dedicata anche ai caregiver, che spesso affrontano carichi di cura importanti e hanno bisogno di poter contare su informazioni, relazioni e reti di supporto. È un tema sul quale CSV Bergamo lavora da tempo, cercando di costruire connessioni tra persone, comunità e risorse del territorio».
Il progetto è stato finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del Bando Welfare in Ageing, che sostiene interventi capaci di affrontare le trasformazioni legate all’invecchiamento della popolazione e di rafforzare le reti territoriali di cura. A nome della Fondazione è intervenuto Gianpiero Benigni, membro della Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo: «BRIDGE nasce dalla capacità della Valle Brembana di costruire una risposta condivisa ai bisogni delle persone anziane e di chi se ne prende cura. Mettere in rete servizi sociali e sanitari, volontariato, imprese e comunità significa rafforzare la prevenzione e la prossimità, contrastare l’isolamento e offrire un sostegno concreto ai caregiver. Fondazione Cariplo sostiene con convinzione questo percorso, che punta a rendere la cura una responsabilità sempre più condivisa e radicata nel territorio».
Proprio in una logica di condivisione e radicamento sul territorio, il progetto Bridge si inserisce a pieno nel percorso definito dal Piano di Zona 2025-2027 dell’Ambito Territoriale Sociale Valle Brembana, rafforzando l’obiettivo di sviluppare un welfare territoriale integrato, capace di valorizzare le risorse della comunità e di costruire risposte sempre più vicine ai cittadini, come ha evidenziato la Presidente dell’Ambito Territoriale Sociale Valle Brembana, Laura Arizzi: «BRIDGE si inserisce pienamente nella direzione indicata dal Piano di Zona 2025–2027 dell’Ambito Valle Brembana, che individua tra le priorità il rafforzamento dei servizi rivolti alle persone anziane, la prevenzione della fragilità, il sostegno ai caregiver e una maggiore integrazione tra dimensione sociale e sociosanitaria. Il progetto traduce questi obiettivi in un’azione concreta e territoriale, che si realizzerà in alcuni luoghi della Valle considerati funzionali per il coinvolgimento di aree più periferiche, cercando così di contrastare isolamento e solitudine. Il coinvolgimento di alcune Aziende del territorio, per raggiungere e affiancare i dipendenti che svolgono ruoli di caregiver, ha anch’esso l’obiettivo di una ricaduta su tutto il territorio vallare. La scelta di lavorare mettendo in rete servizi, comunità, associazioni, imprese e mondo del volontariato è coerente con l’idea di un welfare di prossimità che il nostro Ambito sta costruendo: un welfare capace non solo di rispondere ai bisogni quando si manifestano, ma anche di intercettarli precocemente e di valorizzare le risorse già presenti nelle comunità».
L’obiettivo finale è che le sperimentazioni avviate da BRIDGE possano consolidarsi nel tempo e contribuire a costruire un modello di welfare di prossimità sostenibile e replicabile, capace di rafforzare i legami tra generazioni, servizi, imprese e comunità e di rendere la Valle Brembana sempre più attenta ai bisogni delle persone anziane e di chi se ne prende cura.
