Cancro al pancreas: l’importanza dell’informazione e della prevenzione, tra diagnosi precoce e novità terapeutiche
Oltre 14.200 nuove diagnosi ogni anno in Italia, una sopravvivenza netta a cinque anni che si attesta intorno all’11% negli uomini e al 12-13% nelle donne e una malattia che, nella maggior parte dei casi, viene individuata quando è già in fase avanzata. Il tumore al pancreas rappresenta ancora oggi una delle sfide più complesse per la medicina, ma la ricerca scientifica sta aprendo nuove prospettive terapeutiche.
A questo tema sarà dedicato il quinto e ultimo appuntamento del 2026 della rete «Insieme si può. Insieme funziona», in programma sabato 21 novembre alle ore 10, nella Sala Polivalente di via Castelli 19, a San Giovanni Bianco. L’incontro, organizzato da AOB – Associazione Oncologica Bergamasca ODV e Associazione Amici dal Cuore Viola ODV, con il patrocinio del Comune di San Giovanni Bianco, avrà come titolo «Cancro al pancreas: l’importanza dell’informazione e della prevenzione, tra diagnosi precoce e novità terapeutiche». Un’occasione di approfondimento e confronto tra professionisti sanitari, associazioni e cittadini, con l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza su una patologia particolarmente complessa.
Una delle principali criticità del carcinoma pancreatico è rappresentata dalla difficoltà di riconoscerlo nelle sue fasi iniziali. I sintomi possono essere lievi e aspecifici, facilmente confondibili con disturbi gastrointestinali comuni, mentre non esistono attualmente programmi di screening standardizzati ed efficaci rivolti alla popolazione generale. Secondo i dati, soltanto un paziente su cinque riceve una diagnosi quando la malattia è ancora localizzata e potenzialmente suscettibile di asportazione chirurgica radicale.
Da qui l’importanza di una corretta informazione, della conoscenza dei fattori di rischio e dell’individuazione delle persone che possono beneficiare di percorsi di sorveglianza specifici.
Tra i fattori di rischio figurano il fumo di sigaretta, l’obesità, la sedentarietà, una dieta povera di frutta e verdura e ricca di grassi saturi e l’abuso di alcol, oltre alla presenza di alcune patologie, come la pancreatite cronica e il diabete, e di particolari condizioni metaboliche associate all’insulino-resistenza. Un ruolo importante è svolto anche dall’età e dalla predisposizione genetica: si stima che una percentuale compresa tra il 4% e il 10% dei pazienti presenti una familiarità diretta o una predisposizione genetica, legata anche ad alterazioni di specifici geni, come BRCA e SPINK1. Per queste persone diventa particolarmente importante poter accedere a percorsi di sorveglianza clinica e diagnostica all’interno di centri specializzati, come le Pancreas Unit.
Accanto alla prevenzione e alla diagnosi precoce, l’incontro offrirà spazio alle prospettive aperte dalla ricerca.Sebbene i progressi terapeutici siano stati storicamente più lenti rispetto ad altri ambiti oncologici, gli studi più recenti stanno esplorando nuove possibilità di trattamento. Tra queste figurano farmaci mirati a specifiche alterazioni molecolari, come il daraxonrasib, un farmaco orale diretto contro alterazioni della proteina RAS e attualmente oggetto di sperimentazione clinica, e trattamenti mininvasivi innovativi, tra cui l’impiego di colle biologiche radioattive in particolari casi non operabili. Prospettive differenti, che testimoniano l’impegno della ricerca nell’ampliare le possibilità terapeutiche.
L’incontro intende inoltre favorire il dialogo tra specialisti, ricercatori, associazioni e cittadini, nella consapevolezza che la diffusione di informazioni corrette, la diagnosi precoce e il sostegno alla ricerca rappresentino elementi fondamentali per accompagnare i pazienti e le loro famiglie lungo il percorso di cura.
Ad aprire i lavori e coordinare la discussione sarà Lucia De Ponti, presidente di LILT Bergamo APS-ETS. Interverranno Enrica Bonzi, sindaca di San Giovanni Bianco; Silvia Carrara, gastroenterologa e caposezione dell’ecoendoscopia in Humanitas Rozzano e Gavazzeni Bergamo; Pierangela Franchina, volontaria degli Amici dal Cuore Viola ODV di Casnigo; Franca Giupponi, volontaria dell’Associazione Oncologica Bergamasca ODV; Barbara Merelli, oncologa dell’ASST Papa Giovanni XXIII; Domenico Pinelli, direttore della Chirurgia generale 3 – Trapianti addominali e responsabile della Pancreas Unit dell’ASST Papa Giovanni XXIII; Bruna Monaci, psicologa e psicoterapeuta.
L’incontro è aperto a tutti.
L’appuntamento conclude l’edizione 2026 di «Insieme si può. Insieme funziona», il progetto nato nel 2022 e promosso da una rete di associazioni di volontariato impegnate nella diffusione della cultura della salute, della prevenzione e dei corretti stili di vita. Un percorso cresciuto negli anni, che mette in relazione il mondo del volontariato, le istituzioni sanitarie e le realtà del territorio per favorire informazione, sensibilizzazione e partecipazione.
La rete è formata da ACP–Associazione Cure Palliative, AOB – Associazione Oncologica Bergamasca ODV, Associazione Amici dal Cuore Viola ODV, Associazione Amici di Gabry, Associazione Federica Albergoni ODV, AVIS Provinciale Bergamo, Fondazione ARTET – Ricerca su Trombosi, Emostasi e Tumori e di LILT Bergamo APS-ETS, ai quali si aggiunge CSV Bergamo ETS – Centro di Servizio per il Volontariato. Cinque gli appuntamenti proposti nel corso dell’anno, dedicati alla dieta mediterranea, alla donazione di midollo, sangue e plasma, all’oblio oncologico, alle cure palliative precoci e, infine, al tumore al pancreas.
Accanto alle associazioni promotrici collaborano numerosi enti e realtà istituzionali del territorio che hanno concesso il loro patrocinio: ATS Bergamo, ASST Bergamo Est, ASST Bergamo Ovest, ASST Papa Giovanni XXIII, Casa di Cura Palazzolo Bergamo, Collegio dei Sindaci Bergamo, Ufficio Pastorale della Salute della Diocesi di Bergamo, Fondazione Angelo Custode, FROM – Fondazione per la Ricerca Ospedale di Bergamo ETS, Humanitas Gavazzeni e Humanitas Castelli, Istituti Ospedalieri Bergamaschi e Provincia di Bergamo.

