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La dieta mediterranea patrimonio UNESCO: perché?

Michela Offredi2026-03-23T12:36:41+01:00
Pubblicato il
23/03/2026
Di Michela Offredi
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La dieta mediterranea è oggi riconosciuta non solo come uno dei modelli alimentari più sani al mondo, ma anche come patrimonio culturale. Un sistema che unisce salute, tradizione e sostenibilità, con benefici che spaziano dalla prevenzione medica alla tutela dell’ambiente. Secondo l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), seguirla con costanza contribuisce a ridurre del 10% la mortalità per cancro e a contrastare l’insorgenza d neoplasie, in particolare quelle del colon, della mammella e della prostata. Grazie all’elevato contenuto di antiossidanti, protegge il DNA e aiuta a contrastare lo stress ossidativo. Questo modello alimentare si dimostra inoltre efficace nella prevenzione di patologie croniche come diabete di tipo 2, obesità, malattie cardiovascolari e neurodegenerative, migliorando complessivamente la qualità della vita.

Non è però solo una questione di salute. Dal 2010 la dieta mediterranea è riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità e, lo scorso dicembre, anche la cucina italiana è stata inserita nella stessa lista. Per la prima volta viene così valorizzato non un singolo piatto, ma l’intero sistema culinario di un Paese, fatto di conoscenze, tradizioni e pratiche condivise. Si tratta infatti di un modello che promuove la convivialità e il valore del pasto come momento sociale, favorisce il consumo di prodotti locali e stagionali, tutela la biodiversità e rappresenta un patrimonio di saperi tramandati nel tempo. Allo stesso tempo, è una scelta sostenibile anche dal punto di vista economico, contribuendo a ridurre i costi sanitari grazie ai benefici sulla salute pubblica.

Di questi temi tratterà il primo appuntamento della rassegna “Insieme si può. Insieme funziona 2026”, in programma lunedì 30 marzo, dalle ore 11 alle ore 13, nell’Auditorium dell’ISIS Guido Galli di Bergamo. L’incontro «La dieta mediterranea patrimonio Unesco: perché?” è organizzato nello specifico da LILT Bergamo in occasione della SNPO, Settimana nazionale di Prevenzione oncologica 2026.

L’obiettivo del convegno è, come afferma Lucia De Ponti, presidente di LILT Bergamo, «sottolineare non solo gli aspetti sociali, culturali, storici ed economici ma come la corretta alimentazione e il ritrovare i ritmi dello stare a tavola di un tempo siano potenti antidoti che aiutano a contenere i danni per la salute, ma anche quelli derivanti dallo stress, spesso cronico, correlato ai ritmi eccessivi della vita di oggi».

Particolarmente interessante è la composizione dei relatori presenti:

  • Raul Calzoni, direttore Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere – Università degli Studi di Bergamo
  • Alice Garnero, psicologa e psicoterapeuta in formazione di Brescia
  • Rossella Lamera, dirigente medico, SC Igiene degli Alimenti e Nutrizione – ATS Bergamo
  • Marcella Messina, assessora Politiche sociali, Longevità, Salute, Sport – Bergamo
  • Francesca Orsini, ricercatrice e nutrizionista, Laboratorio di Farmacoepidemiologia e Nutrizione Umana, Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS, Milano
  • Arianna Bandera e Nicholas Marchesan, studenti, ISIS Guido Galli – Bergamo.

L’incontro vedrà la partecipazione di un centinaio di studenti dell’Istituto e la presentazione di due piatti cucinati dagli stessi alunni. Il convegno, che non sarà aperto al pubblico, sarà registrato e poi pubblicato sul profilo YouTube della rassegna e sul sito www.caregiverbergamo.it.

Oltre al convegno di lunedì 30 marzo, nella settimana precedente si svolgeranno alcune iniziative, sempre promosse da LILT Bergamo in occasione Settimana nazionale di prevenzione oncologica 2026. Martedì 24 marzo verranno allestiti banchetti informativi alla Casa della Comunità di Borgo Palazzo e presso Humanitas Gavazzeni. Mercoledì 25 saranno invece allestiti nella Hospital Street dell’ASST Papa Giovanni XXIII e presso l’Ospedale di Treviglio-Caravaggio, giovedì 26 presso l’Ospedale Bolognini di Seriate e venerdì 27 all’AST di Bergamo e alla Casa di Comunità di Clusone. Le volontarie di LILT offriranno mele e olio extravergine di oliva in cambio di una piccola offerta e di opuscoli sui corretti stili di vita.

A Clusone giovedì 26 marzo si terrà anche la tradizionale “Passeggiata della salute”, con la partecipazione degli studenti di ABF.eu in un percorso di scoperta e racconto del territorio. La prima tappa sarà all’agriturismo Larice per assaggiare pane e miele, quindi alle Fonti Pineta e sulla pista ciclopedonale per gustare lo yogurt. Infine, alle 11 nella piazza dell’Orologio, l’incontro con le autorità, al quale seguirà la distribuzione di pane e olio, come simbolo dell’eccellenza dell’alimentazione mediterranea.

L’incontro, come già detto, si inserisce nel progetto “Insieme si può. Insieme funziona 2026”, la rassegna promossa anche quest’anno con l’obiettivo di diffondere la cultura della salute, della prevenzione e degli stili di vita. L’iniziativa organizzata da una rete di organizzazioni di volontariato formata da ACP – Associazione Cure Palliative ODV, AOB – Associazione Oncologica Bergamasca ODV, Associazione Amici dal Cuore Viola ODV, Associazione Amici di Gabry, Associazione Federica Albergoni ONLUS, AVIS Provinciale Bergamo, Fondazione ARTET ONLUS – Ricerca su Trombosi, Emostasi e Tumori, LILT Bergamo ONLUS – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, ai quali si aggiunge CSV Bergamo ETS – Centro di Servizio per il Volontariato.

Accanto alle associazioni promotrici collaborano inoltre numerosi enti e realtà istituzionali del territorio che hanno concesso il loro patrocinio: ATS Bergamo, ASST Bergamo Est, ASST Bergamo Ovest, ASST Papa Giovanni XXIII, Casa di Cura Palazzolo Bergamo, Collegio dei Sindaci Bergamo, Ufficio Pastorale della Salute della Diocesi di Bergamo, Fondazione Angelo Custode, FROM-Fondazione per la Ricerca Ospedale di Bergamo ETS, Humanitas Gavazzeni e Humanitas Castelli, Istituti Ospedalieri Bergamaschi e Provincia di Bergamo.
Nel corso dell’anno il progetto proseguirà con altri quattro appuntamenti dedicati a temi centrali quali il valore della donazione di midollo, sangue e plasma; l’oblio oncologico; l’importanza delle cure palliative precoci; l’informazione e la prevenzione per il tumore al pancreas.

#TAG: Bergamo  prevenzione  Sanità  scienza  

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