Alda Merini – Lettura scenica musicale
Sabato 14 marzo alle ore 20.30, presso la Sala Civica in viale Betelli n. 21 a Dalmine, si terrà lo spettacolo gratuito "Alda Merini - Voci e canti dalla Terra Santa", una lettura scenica musicale con brani e poesie tratti da L’altra verità e Vuoto d’amore.
Lo spettacolo di sensibilizzazione sul tema della Salute mentale è sostenuto dall'Associazione Piccoli Passi Per…(Associazione di familiari, utenti e volontari per la Salute Mentale) in collaborazione con Liberamente Espresso e vede il patrocinio delle Politiche Sociali della Provincia di Bergamo, del Comune di Dalmine con la collaborazione di Dalmine Sociale-Azienda Speciale Consortile.
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.
Lo spettacolo è una lettura scenica musicale in cui parola, corpo e pianoforte danno vita a un unico atto, poetico e teatrale, di ascolto profondo. Uno spettacolo che non vuole spiegare Alda Merini, ma la lascia parlare — e cantare. Un attraversamento della vita e dell’opera di Alda Merini, concentrato sugli anni del manicomio, raccontati non come cronaca della follia ma come esperienza radicale di umanità. La drammaturgia segue un arco preciso: dall’ingresso in manicomio, alla sua ritualità, fino all’irruzione dell’amore e della musica come forze di resistenza, epifania e, infine, metamorfosi. In questo percorso la musica non è mai ornamento: entra, come l’amore in manicomio, come contro-campo emotivo, come generatore di senso in un luogo estremo. Le voci di Lucia Limonta e Simone Tudda si alternano e si intrecciano in una drammaturgia che fonde testi autobiografici, poesie e dialoghi, dando corpo a una narrazione intima e insieme politica. Il manicomio emerge come spazio di coercizione, violenza e umiliazione, ma anche come paradossale “terra santa”, dove la sensibilità di Merini si radicalizza e la parola diventa atto di sopravvivenza. Al pianoforte Matteo Stella accompagna e dialoga con la scena come un vero e proprio terzo interprete: Debussy, Chopin, Gonzales e la canzone d’autore italiana non commentano il testo, ma lo attraversano, lo feriscono e lo consolano. La musica diventa linguaggio dell’inesprimibile, eco del delirio, carezza amorosa, memoria incarnata. È lì che Alda Merini ritrova la propria voce più profonda, quella che ama, desidera, soffre e resiste. Al centro dello spettacolo c’è l’amore: l’amore carnale e innocente, l’amore proibito e salvifico, l’amore come forza sovversiva in un luogo che lo nega. L’incontro con Pierre, le lettere, la maternità impossibile, la perdita, fanno emergere una Merini lontana da ogni retorica: ferita ma luminosa, fragile e potentissima, capace di trasformare l’orrore in canto.
«Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle potesse scatenar tempesta».
Quando
Sabato 14 marzo
Promosso da
Piccoli passi per...
Per iscrizioni
Dove
Contatti
Sito: www.piccolipassiper.it
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