La Polizza Unica del Volontariato: una risposta su misura ai bisogni assicurativi del Terzo settore
La Polizza Unica del Volontariato è il risultato della collaborazione tra CSVnet, la rete nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, e Cavarretta Assicurazioni, realtà che da oltre venticinque anni accompagna da vicino il mondo del non profit. I CSV, presenti in tutta Italia, sono un punto di riferimento per migliaia di enti del Terzo settore e del non profit che sostengono ogni giorno, rafforzandone le capacità organizzative, promuovendo il volontariato e offrendo servizi di supporto qualificati.
La convenzione con Cavarretta nasce esattamente con questo obiettivo: mettere a disposizione delle organizzazioni strumenti sicuri ed efficaci. La Polizza Unica del Volontariato, infatti, non solo risponde rigorosamente agli obblighi di legge, ma si concentra e si aggiorna sui bisogni reali di tutti gli enti del Terzo settore e delle organizzazioni non profit.
Per raccontare più da vicino questo mondo assicurativo così particolare — forse davvero “unico” — abbiamo intervistato Domenico Poerio, consulente assicurativo Cavarretta, esperto di non profit e riferimento per i servizi di tutela assicurativa di Fare Non Profit – CSV Milano.
Dopo tanti anni di attività, cosa possiamo dire del mondo del Terzo settore e dei suoi bisogni assicurativi?
Il Terzo settore, e in generale il non profit, è un mondo che va sempre di più sostenuto, per tutto quello che è e che fa. Dal punto di vista assicurativo è una vera sfida, perché è costituito da enti che hanno natura, finalità ed attività tra loro molteplici e variegate. Di conseguenza, anche i bisogni assicurativi sono molto diversi; per tipologia di attività, numero e natura dei volontari, livello di rischio, e molto altro ancora.
Non sembra facile costruire una polizza che risponda a esigenze così varie.
Abbiamo lavorato molto per trovare la risposta a questi bisogni, e continuiamo a farlo, aggiornando l’offerta sia in base all’evolversi degli obblighi di legge, sia ascoltando direttamente le organizzazioni. Incontriamo gli enti, ci facciamo raccontare cosa fanno, quali preoccupazioni hanno, e da lì costruiamo soluzioni mirate. La Polizza Unica del Volontariato è un’assicurazione “su misura”; da un lato è versatile e attenta alle specificità dei bisogni del singolo ente, dall’altro, saldamente ancorata all’esperienza nel settore e all’affidabilità della compagnia.
In cosa consiste questa versatilità?
Significa poter “ritagliare” l’assicurazione, e di conseguenza i costi, sui bisogni effettivi dell’associazione contraente. Questo è l’aspetto che più ci contraddistingue da altre compagnie. Sul mercato si trovano spesso coperture standardizzate che rischiano di offrire tutele inutili o sproporzionate, e al tempo stesso di non coprire i rischi davvero rilevanti.
Ad esempio?
L’età dei volontari. Non è raro che all’interno di questo mondo molte attività siano portate avanti da volontari di età superiore ai 70/75, anche 80 anni. La Polizza Unica del Volontariato permette di assicurare per infortunio – ricordiamo che assicurare i volontari di un ente del Terzo Settore (ETS) per infortunio e malattia è obbligo di legge – anche i volontari più anziani. Diverse compagnie non si prendono questo rischio. A volte capita che alcune organizzazioni debbano rinunciare all’opera di volontari anziani perché non trovano un’assicurazione disposta a tutelarli. La Polizza Unica offre copertura assicurativa verso gli infortuni per i volontari di qualsiasi età.
Un altro aspetto che spesso caratterizza le attività degli enti che si rivolgono a noi, è avere diverse sedi di attività. È importante essere sempre assicurati in tutte le sedi. E lo abbiamo fatto, aggiungendo anche la copertura durante i tragitti tra un luogo e l’altro.
Anche le spese mediche sono importanti da valutare, dati i contesti particolarmente delicati in cui spesso operano i volontari delle associazioni.
C’è qualche episodio che può raccontarci?
Per quanto riguarda le spese mediche, sono tanti i momenti in cui è stato utile avere una copertura. Un episodio in cui aver prestato attenzione alle tutele mediche è stato davvero provvidenziale riguarda un volontario di una Pubblica Assistenza. Si tratta di volontari particolarmente esposti a un certo tipo di rischi. Due volontari di una ODV nostra assicurata stavano caricando un paziente in ambulanza; c’era trambusto ed era una giornata di forte vento. Una folata ha fatto sbattere il portellone sul volto di uno dei due volontari, provocandogli la frattura di alcuni denti. Questa persona si è trovata nella condizione non solo di aver subito un infortunio ma di ritrovarsi un problema medico. La polizza ha coperto anche le spese mediche conseguenti all’incidente, sostenendo i costi per la ricostruzione dei denti.
Quando a farsi male è qualcuno che dona il suo tempo agli altri, è qualcosa di particolarmente spiacevole. In un episodio come questo, oltre al gran dispiacere per l’accaduto a un proprio volontario, ci sono anche delle responsabilità legali assicurative. Come ha ricordato, la copertura per infortuni e malattie è obbligatoria per legge, così come la Responsabilità Civile. Ci può spiegare cosa sono e quali sono le differenze?
Le riporto un episodio in cui nello stesso evento si verificano l’una e l’altra. A una festa di raccolta fondi, tre volontari della stessa organizzazione lavoravano in cucina. Due di loro, per buttare l’olio esausto, si alzano con un pentolone muovendosi verso il contenitore in cui conferirlo. Il terzo volontario, alla ricerca di qualcosa in cucina, si trovava proprio lì, lungo il tragitto. Uno dei due volontari con la pentola è inciampato e l’olio ha ustionato sia i due volontari che lo trasportavano, sia il terzo che si trovava lì davanti. Dal punto di vista assicurativo, i primi due volontari hanno subito un danno coperto dalla polizza infortunio, il terzo un danno coperto dalla Responsabilità Civile. Tutti e tre sono coperti dalle tutele assicurative obbligatorie per legge.
Quindi un dirigente di un ente del Terzo settore, una volta assicurati tutti i volontari per queste due tipologie di rischio, può dormire sonni tranquilli dal punto di vista delle sue responsabilità?
Dal punto di vista legale sì. Ma sull’aspetto della tutela dei dirigenti e amministratori degli enti, oltre alle inderogabili assicurazioni infortuni/malattia e R.C., è bene che le organizzazioni si interroghino, specialmente se non sono in possesso di personalità giuridica.
Può spiegarlo con un altro esempio?
Una volta ha preso fuoco la sede di un ETS e l’incendio è divampato nello stabile attiguo, nel quale si trovavano mezzi di proprietà del Comune. L’ente del Terzo Settore purtroppo non aveva stipulato alcuna copertura per la propria sede e su quello non c’è stato molto da fare. Però, all’interno della polizza Responsabilità Civile, c’era la copertura per ricorso terzi da incendio. Questo ha tutelato il presidente e i membri del direttivo, i quali altrimenti avrebbero risposto dei danni alle proprietà comunali con il proprio patrimonio personale.
Quello che ci sta raccontando rende bene l’idea dell’importanza di tutelarsi e di conoscere meglio questo ambito. Come fare per attrezzarsi o anche solo saperne di più?
Grazie a Fare Non Profit – CSV Milano, siamo a disposizione per consulenze personalizzate gratuite senza alcun impegno. Per informazioni contattateci al numero 02.45475857 (dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30) oppure scrivete una e-mail all’attenzione di Veronica Diluca a: farenonprofit.milano@csvlombardia.it
