Politiche coordinate, comunità attive: cosa dice il nuovo Rapporto ASviS all’Italia
L’Italia rischia di mancare molti degli Obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dall’Agenda 2030. Ma c’è un dato che colpisce nel nuovo Rapporto di Primavera 2026 di ASviS: mentre la politica appare frammentata, la società civile continua a muoversi.
Presentato a Milano il 6 maggio, il rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile lancia un messaggio netto: senza politiche pubbliche coordinate su ambiente, lavoro, innovazione, welfare ed educazione, il Paese non riuscirà a raggiungere gran parte dei target fissati dalle Nazioni Unite.
Secondo le stime elaborate da Prometeia e ASviS, solo 11 obiettivi quantitativi analizzati su 38 sono raggiungibili entro il 2030. Per esempio, il tasso di occupazione è previsto al 71,2% (contro un target del 78%), la quota di energia da rinnovabili al 29,4% (contro il 42,5% del RePower Eu), il rapporto occupazionale di genere al 77,1% (contro il 90% previsto dal Pilastro europeo dei diritti sociali). Persistono poi forti disuguaglianze di genere: il 71,3% di chi lavora e riceve una bassa retribuzione in Italia è donna, mentre il tasso di occupazione femminile è al 57,4%, 20 punti sotto il target europeo.
E a preoccuparsi del mancato raggiungimento di questi traguardi sono soprattutto i cittadini e le cittadine. Mentre il 90% degli studenti e delle famiglie, nonché l’85% del mondo del business, ritiene “importanti” o “molto importanti” i 17 SDGs, la politica continua a guardare altrove, schiacciata tra crisi energetiche, instabilità geopolitica e carenza di visioni a lungo termine. E la sostenibilità, invece di essere considerata non solo l’unica soluzione possibile ma anche economicamente migliore, è sotto attacco da una parte della società restia a modificare l’assetto economico e politico esistente.
Eppure il Rapporto racconta anche altro. Racconta che la sostenibilità non è “passata di moda”, come spesso suggerisce il dibattito pubblico. I dati mostrano invece che le imprese che investono seriamente in sostenibilità crescono di più e sono più competitive. Tra il 2017 e il 2024 le imprese italiane High-Esg hanno registrato ricavi superiori rispetto a quelle meno impegnate sul fronte ambientale e sociale.
Soprattutto, il Rapporto evidenzia una distanza sempre più evidente tra la domanda sociale di sostenibilità e la capacità delle istituzioni di tradurla in politiche strutturali. Qui il legame con Milano Civil Week 2026 appare immediato. Per quattro giorni, tra Milano e la città metropolitana, oltre 300 organizzazioni hanno trasformato gli Obiettivi di sviluppo sostenibile in pratiche concrete: reti alimentari contro lo spreco e la povertà, educazione tra pari sulla salute, economia circolare, cittadinanza attiva, inclusione delle giovani generazioni, cura urbana condivisa, nuovi modelli di welfare territoriale.
Dietro molti degli eventi di Milano Civil Week si ritrovano infatti gli stessi nodi indicati dal Rapporto ASviS. C’è il tema delle disuguaglianze sociali e alimentari negli incontri dedicati agli hub di aiuto alimentare cittadini, che intrecciano recupero delle eccedenze, sostegno alle persone fragili e collaborazione tra enti pubblici, università e Terzo settore.
C’è il Goal 3 sulla salute nei progetti Edu-caPari e Food Game di ATS Milano, dove studenti e studentesse diventano protagonisti di percorsi di prevenzione e benessere.
C’è il Goal 11 sulle città sostenibili nelle iniziative come “Milano Moves” o “La mappa della cura urbana”, che raccontano la città come una rete di relazioni, servizi e alleanze territoriali.
E c’è il tema del lavoro dignitoso e sostenibile — Goal 8 — negli incontri dedicati alla crisi del lavoro sociale e alla sostenibilità organizzativa del Terzo settore.
Il punto, in fondo, è proprio questo: gli SDGs non sono soltanto indicatori internazionali. Sono questioni che attraversano la vita quotidiana delle comunità.
Il Rapporto ASviS insiste molto sulla necessità di superare politiche separate e frammentate. Ambiente, occupazione, innovazione, welfare, formazione: tutto è connesso.
Ed è esattamente ciò che emerge anche da Milano Civil Week: la sostenibilità funziona quando costruisce connessioni. Tra istituzioni e cittadini. Tra volontariato e imprese. Tra welfare e ambiente. Tra territori e persone. Non è un caso che il Rapporto sottolinei anche un altro dato: il 90% di studenti e famiglie considera importanti gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, così come l’85% del mondo imprenditoriale.
La domanda sociale esiste già
La sfida, ora, è trasformarla in una visione di lungo periodo capace di tenere insieme sviluppo economico, coesione sociale e transizione ecologica.
Ed è forse questo il messaggio più interessante che arriva, insieme, dal Rapporto ASviS e da Milano Civil Week: la sostenibilità non è un tema separato dalla vita delle comunità. È il modo in cui una società decide di abitare il proprio futuro.
