Giovani e volontariato: all’Insubria il punto su sfide e opportunità
Mercoledì 15 aprile, a Varese, si è tenuta la conferenza “Questione giovanile fra impegno e sostegno” organizzato dal Dipartimento delle Scienze umane e dell’innovazione per il territorio (DiSUIT). L’incontro ha posto al centro il tema sempre più rilevante della partecipazione attiva dei giovani, con particolare attenzione alla promozione del volontariato, alla responsabilità etica e sociale e alle difficoltà legate alla comunicazione.
Fondamentale la collaborazione con CSV Insubria ETS, che ha portato il proprio contributo presentando il valore del servizio civile e dell’attivismo territoriale insubre. Durante i saluti istituzionali, la Direttrice di dipartimento Paola Biavaschi ha evidenziato come volontariato e associazionismo rafforzino il senso di comunità e di appartenenza all’interno della società.
«La collaborazione tra l’Università e CSV Insubria è nata da un interesse personale nelle attività che l’ente svolge, a partire dal volontariato fino ai servizi che offre sul territorio», queste le parole di apertura della dott.ssa Roberta Grasselli, docente all’Università nel dipartimento DiSUIT per il corso di comunicazione digitale e social media. L’intervento ha fornito una mappatura storica sulla nascita del Servizio Civile, con un accenno alla Legge Marcora, per poi esplorare alcuni impatti e problematiche sul mondo giovanile. Tra quelle individuate, si presenta la comunicazione istituzionale, rilevata come ostacolo di comprensione di cosa sia il servizio civile, delle attività che svolge e le opportunità che presenta.
Argomento ripreso da Morena Tevisio, responsabile del Servizio Civile Universale per CSV Insubria, che ha chiarito che è mission dei CSV contribuire allo sviluppo e valorizzazione del volontariato sui territori. Inoltre, sono stati forniti gli strumenti per conoscere più da vicino il Servizio Civile e le relazioni che crea tra i diversi enti e i singoli volontari. Non è mancata anche l’occasione per far conoscere il progetto “Giochiamo con la cultura 2026”, un esempio concreto di attivazione sul territorio di Varese, una delle due aree di riferimento per l’Università.
Il volontariato come corpo intermedio è un concetto espresso anche da Francesco Di Iorio, docente all’Insubria di filosofia delle scienze sociali, che lo collega al pensiero di autori come Popper e Hayek. Nella definizione di “società moderna”, «Gli enti associativi diventano uno strumento contro la dispersione della conoscenza umana, difendono la democrazia liberale, rafforzano il pluralismo e intervengono a favore della popolazione».
Sebastiano Citroni, docente all’Insubria di sociologia e processi culturali, ha invece posto l’accento sulla scelta individuale. Secondo una ricerca riportata all’interno del libro “L’associarsi quotidiano” di cui è autore, sono state raccolte le principali scelte che portano i giovani a fare volontariato: appagamento e crescita personale, nuove competenze e relazioni.
Una prospettiva confermata anche da Giulio Facchetti, linguista e docente all’Insubria, che ha portato come esempio la propria esperienza personale di volontariato, utile anche in chiave professionale.
Il discorso si è ampliato con gli interventi di Paola Bonizzoni, docente di sociologia e immigrazione all’università degli Studi di Milano e da Federica Frediani, docente di letteratura all’Università della Svizzera Italiana, in cui si è parlato di attivismo ed emergenze sociali e ambientali. In questo senso il volontariato diventa una risposta concreta ai limiti dello Stato, generando di conseguenza un impatto sociale e politico.
In tema di crisi ambientale e sociale, sono intervenuti Giacomo Furlanetto, dottorando in giurisprudenza all’Insubria, e Francesca Scamardella, docente all’Università di Napoli Federico II. Con Furlanetto si è parlato della crisi ambientale e tutela del clima, considerati due fattori che possono spingere i giovani a fare volontariato per proteggere qualcosa che sentono come loro. «Questa partecipazione e attivismo non giustificano però il trasferimento ai cittadini di compiti che restano affidati alla responsabilità dei pubblici poteri». Con la prof.ssa Scamardella è stata invece introdotto il termine di vocazione, inteso come impegno personale e responsabilità etica, richiamando il pensiero di Weber: un ulteriore tassello che rafforza il legame tra motivazione individuale e contesto sociale.
Un ultimo tema affrontato durante la conferenza è quello delle relazioni sociali e dell’avere cura dell’altro attraverso l’empatia e la proattività. A parlarne è stata Lucia Boccaccin, docente di sociologia e di processi culturali all’Università di Cattolica del Sacro Cuore, tema trattato anche all’interno del suo ultimo libro “Lineamenti di Sociologia del Terzo settore“.
Nel complesso, la conferenza ha offerto una visione articolata del volontariato, intrecciando dimensione teorica e pratica. I collegamenti tra partecipazione, responsabilità, crescita personale e impatto sociale risultano coerenti e ben costruiti, restituendo un quadro chiaro: il volontariato non è solo una semplice attività, ma un elemento chiave nella formazione dei giovani e nella costruzione di una società più consapevole e solidale.
Alcune foto dell’incontro






