Urban Giants 2026: il Manifesto di Nemo Lka e il Potere della Street Art
Negli ultimi anni la street art si è affermata come uno dei linguaggi culturali più capaci di interpretare il presente, trasformando gli spazi urbani in luoghi di espressione, confronto e partecipazione. In questo scenario si colloca Urban Giants, il festival che ogni anno anima Trezzano sul Naviglio con interventi artistici di grande impatto visivo e simbolico, coinvolgendo artisti provenienti da diversi contesti internazionali. Il festival è realizzato con l’aiuto di molti sponsor locali come Maxi Sport, CAP Holding, Caparol e Creaction con il contributo del comune di Trezzano sul Naviglio e il patrocinio di Regione Lombardia.
L’edizione 2026, in programma dal 12 al 14 giugno, prosegue questo percorso, confermando l’attenzione verso pratiche artistiche contemporanee e verso il valore sociale dell’arte nello spazio pubblico. Murales, installazioni e performance diventano così strumenti di racconto collettivo, capaci di dialogare con il territorio e con le comunità che lo abitano.
A firmare il manifesto ufficiale di quest’anno sarà Nemo Lka, artista freelance attivo dal 2004 e residente a Vallekas, a Madrid. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerosi eventi di tattoo, muralismo e graffiti in Spagna, in diversi Paesi europei e in Costa Rica, sviluppando un linguaggio visivo personale e riconoscibile. La sua ricerca, oggi sempre più orientata verso opere di grande formato, si distingue per la capacità di attraversare stili e concetti differenti, mantenendo una forte coerenza espressiva e una marcata impronta personale.
In attesa di scoprire il manifesto, abbiamo incontrato Nemo Lka per approfondire il suo percorso artistico e la visione che guiderà il suo contributo all’edizione 2026 di Urban Giants.

Ciao Nemo Lka, in che modo le tue esperienze e il tuo percorso hanno influenzato il tuo stile e la tua visione creativa?
Bella domanda. In questo momento mi trovo in una fase di transizione, in cui sto lavorando alla semplificazione degli effetti per renderli più efficienti da realizzare, senza però perdere quello stile fluido che cerco sempre di raggiungere. Le sfide non mancano mai.
Qual è stata la sfida più grande del tuo percorso artistico?
Non avrei mai pensato di dedicarmi completamente all’arte come professione, per guadagnarmi da vivere. Oggi, però, la sfida più grande che credo di stare affrontando è riuscire a restare sulla stessa strada dopo vent’anni, senza perdere l’entusiasmo e il piacere di creare. Continuare a dipingere graffiti e, allo stesso tempo, ampliare tecniche, stili e strumenti è parte fondamentale di questo percorso.
Come sei entrato a far parte del progetto Urban Giants?
Questo è il terzo anno consecutivo che partecipo all’evento. La prima volta è stato grazie ad alcuni colleghi della crew Grow Up, alcuni dei quali avevano già preso parte a Urban Giants in passato. Fin da subito, sia i partecipanti sia gli organizzatori ci hanno fatto sentire a casa, quindi essere nuovamente parte del progetto quest’anno mi rende davvero felice.


Da cosa nasce il concept del manifesto?
L’idea era quella di rappresentare una grande “bestia”, integrando diversi elementi della pratica del graffiti, mentre attraversa la città guidata da un piccolo personaggio ispirato e vestito con abiti tradizionali della cultura popolare italiana. Il lavoro ha richiesto ricerca e sperimentazione su forme e colori: un processo stimolante, con un risultato di cui sono molto soddisfatto.
Hai inserito nel manifesto elementi che riflettono la tua cultura o la tua esperienza personale?
Anche questa è un’ottima domanda. Oltre agli elementi legati alla pratica del graffiti, il gesto di guidare la “bestia” rappresenta in parte la lotta con sé stessi per raggiungere obiettivi e traguardi senza allontanarsi dal percorso stabilito, anche quando si scelgono strade più lunghe o complesse. Nessuno ha mai detto che dovesse essere facile.
Secondo te, in che modo l’arte può raccontare storie o affrontare temi sociali e personali?
L’arte è uno dei mezzi migliori per farlo. Credo che attraverso le emozioni sia possibile entrare più facilmente in connessione con le altre persone e con i loro conflitti, bisogni e preoccupazioni. L’arte possiede tutte le caratteristiche necessarie per rendere questo possibile.
Se potessi collaborare con un artista, del passato o del presente, chi sceglieresti e perché?
Domanda facile: Toast e Poseidon. Nei miei primi anni all’interno di questa cultura, muro dopo muro, sono diventati alcune delle mie principali influenze e motivazioni per continuare a migliorare le mie capacità.
Che consiglio daresti a un giovane artista che vuole intraprendere un percorso simile al tuo?
Direi che la cosa più importante è trovare una strada in cui il processo creativo resti sempre divertente e in cui non si debba mai rinunciare a essere sé stessi. Ciò che deve accadere, accadrà. Perseveranza e passione.

