Back to the City Concert – Čajkovskij senza barriere
Il BAM Back to the City Concert è l’evento che ogni anno segna il ritorno in città dopo l’estate ed è tra gli appuntamenti culturali più attesi di Milano. È ideato e curato da Francesca Colombo, Direttrice Generale Culturale di BAM – Biblioteca degli Alberi Milano. L’ottava edizione, intitolata “Čajkovskij senza barriere”, fa parte del programma culturale 2026 di BAM, “(Dis)Connessioni”. Il programma è dedicato al valore delle relazioni e alla capacità della cultura di generare comunità. Dopo un percorso di avvicinamento in 7 quartieri della città, l’edizione si è conclusa con il concerto finale sui prati di BAM.
Protagonista della serata è stata Spira mirabilis, formazione che da oltre vent’anni riunisce musicisti professionisti da tutta Europa e suona senza direttore. Il suo modo di fare musica si fonda sull’ascolto reciproco e sulla collaborazione. L’ensemble ha proposto un’ampia selezione da La bella addormentata di Čajkovskij, lasciando a ciascuno spettatore la libertà di immaginare la fiaba a modo proprio. Il concerto è culminato in un momento di condivisione collettiva tra persone di tutte le età.
L’accessibilità è stata al centro della progettazione. BAM ha allestito un’area accessibile vicino alla regia, con ingresso e accoglienza dedicati. Tra i servizi disponibili c’erano interpretariato e video informativo in LIS, il sistema di ascolto assistito Listen WiFi, zainetti e gilet vibranti per persone sorde e sedie per persone con difficoltà motorie. Il pubblico aveva inoltre a disposizione una storia visiva dell’evento, un’audio introduzione e materiali a caratteri ingranditi e in formato Easy to Read.
Il contributo dei 35 volontari e volontarie è stato essenziale perché questa visione inclusiva diventasse un’esperienza concreta per il pubblico. Il gruppo era fortemente intergenerazionale, con età comprese tra i 15 e oltre i 65 anni, a testimonianza della capacità dell’evento di unire persone di generazioni diverse attorno a un obiettivo comune. Ai varchi si sono occupati dell’accoglienza e del controllo dei biglietti, offrendo un primo punto di contatto e orientando le persone negli spazi del parco. All’info point hanno fornito informazioni sul programma e sui servizi di accessibilità, aiutando ciascuno a trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Con il supporto operativo hanno affiancato lo staff nella gestione logistica della serata, contribuendo a un evento ordinato, sicuro e accogliente.
L’esperienza ha avuto un impatto significativo anche su chi l’ha vissuta da volontario. Hanno risposto al questionario successivo all’evento 12 persone. Tutte hanno dichiarato che l’esperienza ha rafforzato il proprio senso di comunità e migliorato umore e benessere. Il 75% ha affermato che l’esperienza ha ampliato la propria consapevolezza sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione. La stessa quota ritiene di aver compreso meglio le esigenze delle persone con disabilità durante gli eventi culturali e di aver cambiato il proprio modo di pensare all’accessibilità. La probabilità media di tornare a fare volontariato con BAM è stata di 9,43 su 10.
Questi risultati mostrano che il volontariato al Back to the City Concert non è stato solo un supporto all’organizzazione. È stato anche un’occasione di crescita personale e di sensibilizzazione: un modo concreto per sentirsi parte della comunità e per portare, anche dopo l’evento, una maggiore attenzione all’inclusione nella vita culturale della città. In questo senso, l’evento contribuisce a tre Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il primo è l’SDG 3 (Salute e benessere), per l’impatto positivo sul benessere dei volontari. Il secondo è l’SDG 10 (Ridurre le disuguaglianze), per l’impegno a rimuovere le barriere che limitano l’accesso alla cultura delle persone con disabilità. Il terzo è l’SDG 11 (Città e comunità sostenibili), in particolare il target 11.7, perché il concerto offre uno spazio pubblico verde, inclusivo e accessibile a tutte e tutti.

