Ecomafia 2026: a Milano un reato ambientale su due riguarda i rifiuti
Nel 2025 nella Città metropolitana di Milano sono stati accertati 97 reati ambientali, con 131 persone denunciate, un arresto e 42 sequestri. Ma è soprattutto il ciclo dei rifiuti a richiamare l’attenzione: nel territorio milanese sono stati registrati 50 reati, 41 persone denunciate e 29 sequestri.
È uno dei dati che emergono dal Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, presentato il 1° ottobre a Roma, che fotografa le illegalità ambientali accertate in Italia nel corso del 2025 attraverso i dati raccolti presso le Forze dell’Ordine e le Capitanerie di porto.
A livello nazionale, il quadro complessivo mostra una diminuzione dei reati ambientali: 35.735 quelli accertati, il 12% in meno rispetto al 2024. A crescere sono però gli illeciti amministrativi, arrivati a 77.895, mentre le violazioni complessivamente rilevate raggiungono quota 113.630.
Il dato più significativo riguarda proprio i rifiuti. Nel 2025 sono stati accertati in Italia 10.914 reati nel ciclo illegale dei rifiuti, che torna così a essere il settore con il maggior numero di illeciti ambientali, davanti al ciclo del cemento.
Lombardia seconda in Italia per illegalità nel ciclo dei rifiuti
La Lombardia segue questa stessa tendenza. Le tabelle del Rapporto registrano 994 reati nel ciclo dei rifiuti, con 1.058 persone denunciate e 151 sequestri. Il dato colloca la regione al secondo posto in Italia dopo la Campania, con il 9,1% dei reati rilevati a livello nazionale in questo ambito.
Un andamento che Legambiente Lombardia considera particolarmente significativo. Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia APS, sottolinea come il dato possa riflettere anche una maggiore efficacia dei controlli, ma allo stesso tempo confermi la centralità della regione nei traffici di rifiuti e la necessità di mantenere alta l’attenzione da parte delle istituzioni e della società civile.
Il quadro milanese
Nel confronto tra le province lombarde, Milano registra 97 reati ambientali complessivi. Nel dettaglio, oltre ai 50 reati legati ai rifiuti, il Rapporto segnala:
- 18 reati nel ciclo del cemento, con 73 persone denunciate e un arresto; Ecomafia-2026-Tabelle-PROVINCIA…
- 12 reati contro gli animali, con 10 persone denunciate e 12 sequestri. Ecomafia-2026-Tabelle-PROVINCIA…
Particolarmente rilevante è il dato dei sequestri nel ciclo dei rifiuti: 29 nel solo territorio milanese, rispetto ai 151 registrati complessivamente in Lombardia.
Le tabelle provinciali vanno tuttavia lette con cautela: Legambiente precisa che, per alcune tipologie di reato, i dati non comprendono quelli di specifici Comandi specializzati dei Carabinieri. I valori provinciali non rappresentano quindi necessariamente la totalità dei fenomeni accertati sul territorio.
Legalità ambientale e responsabilità delle comunità
I numeri di Ecomafia 2026 mostrano come la riduzione complessiva dei reati ambientali non coincida con un arretramento uniforme delle illegalità. Il ciclo dei rifiuti continua infatti a rappresentare uno degli ambiti più delicati, anche in territori fortemente urbanizzati e produttivi come quello milanese.
La tutela dell’ambiente si intreccia così con i temi della legalità, della salute dei territori, della qualità della vita e della responsabilità collettiva. In questo quadro, anche il Terzo settore e le organizzazioni della società civile possono contribuire attraverso attività di sensibilizzazione, educazione ambientale, cura dei beni comuni e promozione di una cultura della legalità.
Fonte: “Ecomafia 2026. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia” (Edizioni Ambiente).

