Il volontariato è un antidoto prodigioso alle tossine che oscurano il futuro
A Palermo la cerimonia conclusiva dell’anno della Capitale Italiana del Volontariato. Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella hanno illuminato la platea. L’intervento di Chiara Tommasini e la consegna della targa alla Capitale del Volontariato 2026: Modena
di Giulio Sensi, da VDossier
Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella hanno illuminato a Palermo la cerimonia di chiusura della Capitale italiana del volontariato 2025 di sabato 6 dicembre al Teatro Massimo di Palermo. Non solo le parole, ma anche i sorrisi con cui ha accolto gli interventi nel corso della cerimonia e le testimonianze delle giovani volontarie palermitane Chiara Runfolo, Alfiere della Repubblica, e Matilda Guagliardito.
Runfolo ha testimoniato il suo impegno per i bambini nel centro aggregativo di un’associazione del suo quartiere. “Con i bambini cresco e sento di riuscire a cambiare in meglio non solo me stessa, ma anche il quartiere di questa città in cui vivo” ha detto Runfolo. Matilda Guagliardito ha raccontato come il volontariato la abbia aiutata a definire un lato della sua persona. “Il volontariato – ha testimoniato– ti ruba tempo, ti prosciuga energie, ti manda nel panico quando devi fare quel salto enorme che vorresti proprio evitare, però ti regala momenti di gioia, momenti in cui stai con le persone che ti fanno sentire bene e ti fanno sentire te stessa. E soprattutto ti insegna a osservare, osservare e non guardare. Osservare ti porta vedere veramente a interessarti, a donare tutto te stesso per qualcosa per cui, secondo te, vale la pena lottare”.
Denso di valore e significato anche il discorso di Mattarella. “La prossimità – prima rete di solidarietà – rende migliori e gratificanti le nostre vite – ha detto il Presidente della Repubblica –. Saluto e ringrazio tutti gli intervenuti, i rappresentanti delle associazioni di volontariato, le giovani Chiara e Matilda: sono certo che tutti siamo rimasti emozionati nell’ascoltare le loro esperienze. Grazie”. Mattarella ha ricordato come “qualche scettico si chiede: a cosa serve il volontariato?”. “Anche soltanto in termini economici – ha affermato – rappresenta un patrimonio impressionante. Un patrimonio basato sulla gratuità. Un impegno, sia organizzato, sia individuale, che riflette una comunità non ripiegata su sé stessa, ma che sviluppa e pone in pratica valori di coesione sociale. Il volontariato è un motore di ricerca, di costruzione di rapporti che ampliano e rendono autentico il godimento dei diritti nella società. Una leva possente per dare vicinanza, calore umano, fraternità, in definitiva, dare senso alle relazioni sociali. Con attenzione particolare alle condizioni di fragilità. È un’energia di cui le comunità non potrebbero fare a meno”. Mattarella ha sottolineato come sia “stato reso evidente dalle parole che abbiamo ascoltato qui, dalle vostre attività negli anni, dall’impegno supplementare, in questo 2025, che Palermo ha onorato come capitale italiana del volontariato”.
Per il presidente della Repubblica “la giustizia, premessa della pace, si realizza iniziando dal basso. Da quel che è vicino. Il volontariato è l’altro che entra nella propria vita e l’arricchisce. Il volontariato è il nostro vivere insieme. È la consapevolezza e, insieme, l’orgoglio di sentirsi comunità. Il volontariato, il Terzo settore, l’economia civile sono diventati un grande insieme di cui, più che utile, è necessario tener conto. Il cammino compiuto è eloquente. Quest’anno vissuto intensamente a Palermo – come è stato sottolineato – ha portato sperimentazione di iniziative e progettazioni insieme a pubbliche amministrazioni. La sussidiarietà – verticale e orizzontale – è, a pieno titolo, parte del modello costituzionale. Ne abbiamo costantemente conferma: il volontariato è palestra di democrazia concreta che può immettere forza vitale nelle istituzioni. Elemento necessario in un tempo contrassegnato anche da paure suscitate da tossine messe ingannevolmente in circolo, da indifferenze che non condannano la sopraffazione, la violenza, l’illegalità, da allontanamento dalle ragioni della convivenza civile. Le tossine oscurano il futuro e il volontariato è un antidoto prodigioso”.
La presidente di CSVnet Chiara Tommasini ha sottolineato come il progetto nazionale della Capitale – promosso da CSVnet in partenariato con Forum Terzo Settore, Caritas Italiana e in collaborazione con Anci – abbia consolidato, negli anni, un vero e proprio ecosistema del volontariato, capace di integrare le priorità delle amministrazioni locali con la spinta generativa delle organizzazioni e dei cittadini.
“Chiudiamo un anno importante non solo per Palermo ma per l’intero Paese – ha detto –. Dal 2022 da Bergamo, a Cosenza, a Trento e quest’anno a Palermo, ogni Capitale italiana del volontariato è stata a modo suo un laboratorio a cielo aperto dove si mescolano nuove e tradizionali forme di partecipazione e attivazione delle persone”. “Ogni secondo ogni minuto ogni ora ogni contributo conta, ogni gesto piccolo o grande che sia libero spontaneo e concreto porta con sé un valore speciale, perché produce cambiamento. Quando ci siamo immaginati il progetto della Capitale Italiana lo abbiamo fatto con l’intento di dare un riconoscimento pubblico a questo patrimonio, rendendolo più visibile e condiviso”.
Tommasini ha ricordato come la Capitale italiana del volontariato non sia una vetrina, ma un processo che accompagna i territori nella costruzione di strategie di sviluppo del volontariato, integrandosi con le priorità politiche e sociali delle istituzioni.
Con la cerimonia del Teatro Massimo si è chiuso un anno straordinario per Palermo e per la Sicilia: dalla Capitale italiana del volontariato 2025 è nato un percorso partecipato dal tessuto sociale della città e da tutti i territori e i Csv della regione, il Csv Etneo e il Cesv di Messina. “Il volontariato che non ti aspetti, il tuo!”. La presidente del Cesvop Giuditta Petrillo ha ricordato come “non sia stato solo uno slogan, ma un invito a ciascuno. Tutte le 8 circoscrizioni della nostra città si sono animate. Non grandi eventi dall’alto, ma micro-iniziative dal basso, non volontari come esecutori, ma come progettisti della trasformazione sociale. Palermo ha mostrato all’Italia che sotto la superficie dele fragilità pulsa un’energia straordinaria, l’energia di chi ogni giorno gratuitamente si prendere cura dell’altro, non si rassegna e costruisce legami dove sembravano esserci solo divisioni”.
Giuditta Petrillo che ha ringraziato tutti i volontari e le volontarie. “Siete voi che ogni giorno dimostrate che un’altra Palermo, un’altra Sicilia e un’altra Italia sono possibili, una Palermo più consapevole e capace di guardare al futuro con quella speranza operosa che solo la solidarietà sa generare”.
Durante la cerimonia sono intervenuti anche il delegato per il volontariato del Forum Nazionale del Terzo Settore Niccolò Mancini, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani.
A Palermo si è compiuito il passaggio di testimone a Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026, in un anno particolarmente significativo, dichiarato dalle Nazioni Unite Anno internazionale dei volontari per lo sviluppo sostenibile. Da Palermo la targa della Capitale Italiana del Volontariato 2026 è stata consegnata al presidente del CSV Terre Estensi Alberto Caldana e al sindaco di Modena Massimo Mezzetti.
A margine della cerimonia, la presidente di CSVnet ha inoltre anticipato che sarà pubblicato nei prossimi giorni il nuovo bando per la Capitale italiana del volontariato 2027, invitando territori e comunità a candidarsi per valorizzare il ruolo strategico del volontariato nello sviluppo locale.

